Mercati, “come boom Anni 50: decenni di guadagni in vista”

22 dicembre 2016, di Daniele Chicca

Il Dow Jones non si limiterà a superare la soglia “magica” dei 20 mila punti, bensì si spingerà ben oltre. La corsa dei listini azionari, che ha preso sempre più forza nelle ultime settimane, non si fermerà con il nuovo anno. Secondo l’analista di Bank of America Merrill Lynch Stephen Suttmeier il rialzo dei prezzi su nuovi record di Wall Street non è niente in confronto a quello che vedremo nei prossimi anni.

Suttmeier non è preoccupato dal fatto che gli Stati Uniti e i suoi partner commerciali principali siano affossati dai debiti e che la produttività non sia all’altezza di quella vista in altri periodi di ripresa post recessione. Questo perché i suoi calcoli si basano su fattori tecnici e contesto di mercato.

Secondo lui i mercati azionari si apprestano a vivere un decennio d’oro, ai livelli della prosperità economica e della crescita progressiva del potere d’acquisto delle famiglie visti negli Anni 50. L’ultima volta che il mondo ha vissuto un benessere del genere è stato durante il boom economico che si è esteso fino al 1971.

In questo contesto l’indice S&P 500 ha margine per rafforzarsi ulteriormente nei prossimi 10 anni. Idem per gli altri panieri di Borsa principali. La visione a lungo termine dell’analista è estremamente ottimista e si basa su indicatori tecnici e serie storiche più che fondamentali economici.

“Pensiamo che il Dow Jones supererà quota 20.000 e si spinga molto più in là”, scrive in una nota Stephen Suttmeier, chief equity technical strategist della banca Usa. “Siamo convinti che ci troviamo in una fase rialzista secolare, segnata dalla rottura al rialzo dell’S&P 500 vista nell’aprile del 2013″.

Anche negli Anni 50 come oggi al rialzo dei rendimenti dei bond sui mercati finanziari è corrisposta una crescita dei prezzi dell’azionario. Quando i tassi si sono issati al 5-6% negli Anni 60, l’S&P 500 aveva corso di circa il +460% nell’arco di dieci anni.

“Quella fase toro dei mercati a metà Anni 60 era in realtà una fase secolare rialzista dell’S&P associata a un contesto di tassi bassi in procinto di salire”, fa notare l’analista tecnico, puntualizzando come al momento i mercati si trovino nella medesima situazione.

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