Spread scende, Borse salgono: il rischio resta il fattore dominante

26 novembre 2018, di Daniele Chicca

Bel balzo dell’azionario asiatico e scatto in avanti anche per le Borse europee all’inizio dell’ultima settimana di novembre. In Asia l’indice Hang Seng fa segnare un progresso di più di un punto e mezzo percentuale mentre il Nikkei giapponese guadagna lo 0,7%. Anche l’andamento in Usa è positivo. Le concessioni che l’Italia si dice pronta a fare sul deficit per venire incontro alle posizioni di Bruxelles ed evitare lo scontro frontale sulla manovra finanziaria (e una costosa procedura di infrazione), aiutano il sentiment di mercato.

Il ritorno dell’appetito per il rischio si fa sentire anche sull’obbligazionario e sul valutario. Lo Spread di rendimento tra Btp e Bund scende in area 300 punti base, mentre il dollaro australiano e neozelandese sono richiesti. I Btp italiani proseguono la loro corsa, con il rendimento decennale che è sceso  di 21 punti base ai minimi di due mesi. Sempre sul Forex, il cross dollaro yen scambia a 113,25 in concomitanza con l’apertura delle piazze finanziarie europee. La divisa canadese, nel frattempo, trae beneficio dal rimbalzo del petrolio (+1%) dopo il periodo assolutamente da dimenticare delle ultime due settimane che si è chiuso con un “venerdì nero”.

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26 novembre 201810:32

Continua il rally dei titoli italiani: i rendimenti dei Btp a due anni sono in calo di oltre 30 punti base ai minimi dal 19 settembre scorso. Il calo netto dello Spread e dei tassi alimenta gli acquisti nell’azionario con il listino FTSE MIB che guadagna a un certo punto anche più del 3%. Il rinnovato ottimismo sulla situazione dei conti pubblici dell’Italia favorisce anche le altre Borse europee principali.

26 novembre 201813:46

Piazza Affari scambia non lontano dai massimi di seduta nel primissimo pomeriggio (+2,81%) dopo che in mattinata aveva anche realizzato guadagni superiori al +3%. Da inizio anno l’indice ha lasciato sul terreno oltre il 14%. Volumi poco sotto il miliardo di euro di controvalore intorno alle 11:45.

Il settore più premiato dalla schiarita sui conti pubblici è quell bancario, grazie anche alla discesa dello spread Btp/Bund sotto la soglia di 290 punti base. L’indice italiano guadagna il 5,11%. Rialzi vicini al 6% per Unicredit (+5,65%), Pop Emilia (+5,56%) e UBI Banca (+5,84%) e poco sotto il 5% per Banco BPM (+4,86%). Fuori dal listino principale, scatto notevole per Banca Carige e MPS.

26 novembre 201814:40

A giudicare dall’andamento dei future sui principali indici della Borsa americana, la prima seduta dopo il Black Friday dovrebbe essere positiva dopo le perdite pesanti subite negli scambi di venerdì. I contratti sul Dow Jones guadagnano 288 punti, segnalando un’ascesa di 272 punti in avvio. Anche i future su S&P 500 e Nasdaq sono ben intonati.

Il sentiment è positivo dopo che uno degli eventi di shopping più importanti e grandi dell’anno ha registrato un record di vendite online ($6,22 miliardi), secondo i dati raccolti da Adobe Analytics. Gli investitori terranno d’occhio il settore delle vendite al dettaglio anche oggi, che è il Cyber Monday.

26 novembre 201817:12

Nel suo primo grande piano di ristrutturazione dall’amministrazione controllata di un decennio fa e in una scelta che non piacerà né all’amministrazione Trump né al governo canadese, General Motors ha deciso di non produrre più certi modelli di auto in America e di apportare tagli al personale negli Stati Uniti. Tra le vetture che non vedremo più in commercio si possono citare la Chevrolet Cruze, la Cadillac CT6 e la Buick LaCrosse. Nell’ambito della nuova strategia, General Motors investirà maggiormente nei veicoli elettrici.

I mercati invece hanno mostrato di apprezzare i piani di riduzione dei costi con il titolo che fa un balzo di anche il 4% in Borsa (vedi grafico). Si tratta del rialzo giornaliero più poderoso dal 31 ottobre. Gli stabilimenti che chiuderanno sono concentrati in Ohio, Maryland, Michigan e Ontario (Canada). Oltre a quella di assemblaggio sudcoreana, al di fuori dai confini americani General Motors chiuderà anche altre due fabbriche entro il 2019. In tutto gli stabilimenti che la casa automobilistica di Detroit ha deciso di chiudere saranno sette.

26 novembre 201817:39

Morgan Stanley, che da qualche tempo ha un’opinione pessimista sull’azionario americano, ha declassato Wall Street a Sell con un prezzo obiettivo fissato per fine 2019 per l’indice allargato S&P 500 è di 2,750 punti. Il giudizio è il frutto di una serie di fattori negativi, con lo strategist Andrew Sheet che scommette su un brusco rallentamento della crescita economica Usa, che sarà accompagnato da un surriscaldamento dell’inflazione su scala globale.

Il contesto appena descritto manterrà intatte le politiche monetarie restrittive della Fed, riducendo le attività creditizie. Al contempo la banca Usa ha promosso i mercati emergenti su cui ora il rating è di overweight. Il consiglio è esporsi in questa regione e andare maggiormente cash, in vista di un anno che sarà un punto di svolta per gli investimenti.

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