Mercati agitati provano a risalire dopo nuova debacle di Wall Street

12 ottobre 2018, di Daniele Chicca

I dati sulle esportazioni cinesi ridanno un po’ di fiducia agli investitori in una settimana molto turbolenta. Tra gli altri mercati ordini di acquisto sul petrolio, stabile il dollaro con i rendimenti dei Bond Usa che tornano salire. Wall Street ancora in calo ieri dopo la peggiore seduta da febbraio. A pesare sono sempre gli attacchi del presidente americano Donald Trump alla Fed e le preoccupazioni legate alla guerra commerciale sino americana.

L’indice paneuropeo EuroStoxx 600 guadagna terreno per la prima volta in tre giorni, ma ciononostante la settimana si dovrebbe chiudere con il calo più pesante da marzo. L’indice MSCI della Regione Asia Pacifico è risalito dai minimi da maggio 2017, con le Borse di Hong Kong e Seul che hanno a guidato la corsa. Più moderati i rialzi di Tokyo e Shanghai. Lo yuan ritraccia sulle notizie secondo cui il Tesoro Usa è arrivato alla conclusione, dopo un’attenta esamina, che Pechino non manipola i tassi di cambio.

In Italia nel giorno in cui il Parlamento ha approvato la nota di aggiornamento al Def, il Tesoro ha dovuto pagare interessi più che raddoppiati per i titoli a tre anni, e anche i Btp a medio-lungo termine hanno visto i rendimenti salire, fino ai massimi degli ultimi cinque anni. Sul secondario i tassi decennali viaggiano sopra il 3,5% e lo Spread di rendimento tra Italia e Germania continua a scambiare in area 300 punti base. Secondo Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review, il valore è sostenibile a meno che la crescita in Europa non subisca una battuta d’arresto. Piazza Affari oggi rimbalza dopo essere entrata ieri in fase di mercato ribassista.

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12 ottobre 201812:46

Wall Street dovrebbe riuscire a rendersi protagonista di un bel rimbalzo quando riapre le contrattazioni tra quattro ore. I future sul Dow Jones sono in progresso di circa 350 punti, un gran bel risultato ma insufficiente a recuperare le perdite accumulate tra mercoledì e giovedì.

Detto questo, come sottolinea Fiona Cincotta di City, per ora il peggio sembra alle spalle. “Il selloff globale è finito e il mercato ora raccoglie i cocci dopo l’uragano. Il bilancio è il seguente: il Dow ha ceduto 1.400 punti in due giorni, i future sul Brent sono tornati in area $81 al barile e il dollaro è risalito a quota 1,1579 rispetto all’euro. Gli indici principali sono scesi al di sotto della media mobile a 200 giorni e incominciano a essere su livelli di ipervenduto”.

12 ottobre 201812:51

Tuttavia, le ragioni alla base dei cali dell’azionario (il rialzo dei tassi di interesse che ha alimentato il balzo dei rendimenti obbligazionari) sono ancora presenti e i prezzi di mercato sono tuttora su livelli storicamente “molto elevati” (vedi il grafico di Commerzbank sotto riportato). Per il momento anche le Borse europee sono ben intonate e sull’azionario è tornato il sereno. Quanto durerà?

Are stocks still overpriced?

12 ottobre 201814:00

I mercati emergenti stanno recuperando terreno dopo aver subito la perdita più pesante in due anni di tempo giovedì. Il fatto che le Borse della regione abbiano fatto meglio della prova dell’S&P 500 ieri è un segnale positivo per l’azionario globale, secondo Nicholas Colas, confondatore di DataTrek Research. L’indice MSCI dei mercati in via di Sviluppo ha guadagnato il 2,2%. Bene sono andate soprattutto la Borsa di Taiwan (+2,4%), dell’India (+2,1%), delle Filippine (+1,75%) e della Corea del Sud (+1,5%).

Reuters ritiene che l’andamento sia la dimostrazione di un ritrovato appetito per il rischio da parte degli investitori mondiali, con i mercati industrializzati di Asia ed Europa che hanno seguito a ruota, rimbalzando dopo due sedute da dimenticare a Wall Street. Jason Tuvey, senior emerging markets economist di Capital Economics, sostiene che la ripresa dei mercati emergenti sia di buon auspicio, in quanto ricorda quanto avvenuto a inizio anno, quando anche la Borsa Usa è riuscita a reagire dopo un momento decisamente difficile.

12 ottobre 201814:21

I risultati più positivi del previsto di JP Morgan hanno dato nuovo carburante ai mercati azionari. La banca americana, uno dei colossi di Wall Street, ha registrato un incremento degli utili a 2,34 dollari per azione lo scorso trimestre, battendo le attese che erano per un EPS di 2,25 dollari. Anche i ricavi sono cresciuti (del 5%), attestandosi a quota 27,8 miliardi di dollari. Il buon risultato ottenuto nel consumer banking ha annullato quello negativo della divisione di trading obbligazionario.

Com’era prevedibile, Jamie Dimon, chairman e amministratore delegato del gruppo, ha accolto con entusiasmo i conti fiscali migliori delle attese: “i risultati robusti del trimestre, con una crescita del fatturato in tutte le nostre divisioni sono la dimostrazione della forza della nostra piattaforma”. “L’economia americana continua a essere in un ottimo stato di forma nonostante le incertezze geopolitiche e politiche”, che a un certo punto, secondo il top manager, “potrebbero avere effetti negativi sulla crescita”.

12 ottobre 201822:27

Piazza Affari chiude ancora in calo, con il Ftse Mib che cede lo 0,52%. In rosso TIM (-2,39%), seguita da Fineco, UBi, Enel e Campari. In rialzo Pirelli, Buzzi, Banco Bpm, Leonardo e Saipem.

12 ottobre 201822:28

Le Borse europee chiudono la settimana in territorio negativo con l’EuroStoxx50 che perde lo 0,46%. In fondo al listino Iberdrola, Unibail Rodamco, Fresenius, Sanofi e L’Oreal. Positivi i titoli di Airbus, Linde, Safran, Kering e Nokia.

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