Medioriente, polveriera in surriscaldamento

20 giugno 2017, di Livia Liberatore

La tensione è alta in Medioriente. Nuovi eventi minacciano la stabilità dell’area e si sommano a conflitti che durano da tempo. La guerra siriana continua e lo Stato islamico perde posizioni con lentezza, le condizioni dello Yemen, bombardato dall’Arabia Saudita e dai suoi alleati, non migliorano. Sullo sfondo, il conflitto israelo-palestinese sempre latente e la Turchia che non accenna a tornare indietro sulle violazioni dei diritti dei cittadini.

Gli ultimi avvenimenti preoccupanti sono stati:

  • L’abbattimento di un aereo siriano da parte di un F-15 della coalizione a guida americana. L’atto ha fatto salire la tensione fra Stati Uniti e Russia. Il ministero della Difesa russo ha annunciato che ogni aereo a Ovest dell’Eufrate sarà considerato un obiettivo nemico e quindi rischia di essere colpito.
  • L’Iran ha iniziato a colpire lo Stato Islamico in Siria, con il lancio di missili contro alcune postazioni Isis. I lanci hanno colpito la cittadina di Deir el zor, nell’est del Paese e sono avvenuti a seguito dell’attacco dell’Isis a Teheran e a Qom dei giorni scorsi, che ha provocato dodici morti.
  • Le accuse degli Stati Uniti all’Iran. Il segretario di Stato Usa Rex Tillerson ha accusato l’Iran di destabilizzare il Medioriente e ha promesso che gli Usa sosterranno un cambio di governo nel Paese. L’Iran in risposta ha detto di considerare queste affermazioni una intromissione nei suoi affari interni.
  • L’Arabia saudita e l’Iran. Rappresentano le due correnti, sunniti e sciiti. La questione del Qatar ha inasprito le loro divisioni. Negli scorsi giorni l’Arabia ha detto di aver arrestato alcuni membri della Guardia rivoluzionaria iraniana che stavano attaccando un impianto di petrolio offshore. Il giorno dopo l’Iran ha accusato la guardia di frontiera saudita di aver ucciso un pescatore iraniano nella zona.

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