Manovra: governo battuto su riforma Inps

8 dicembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Continua la corsa della manovra di bilancio. Cinquemila gli emendamenti presentati da in Commissione alla Camera a cui spetterà il compito di trasmettere il testo all’Aula.

Tra le ultime novità che hanno ricevuto il via libera da parte della Commissione bilancio spunta la norma che vieta il pagamento degli stipendi in contanti. L’emendamento approvato e promosso dal Pd vieta ai datori di lavoro o committenti di corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia di lavoro instaurato. Le retribuzioni dovranno quindi essere corrisposte via bonifico, strumenti di pagamento elettronico, pagamenti in contanti presso sportello bancario, emissione di un assegno, pena una sanzione di 5.000 euro.

Da segnalare anche gli emendamenti che riguardano il capitolo pensioni. Da una parte si prevede la proroga dell’Ape social al 2019 con lo sconto sui contributi utili per l’accesso all’anticipo pensionistico per le donne lavoratrici. L’emendamento che ha ottenuto il via libera da parte della Commissione inoltre include le nuove quattro categorie di lavoratori gravosi, escluse dall’innalzamento dell’età pensionabile, nell’elenco delle categorie che possono richiedere l’assegno.

Il governo però è inciampato sulla riforma dell’Inps. La Commissione lavoro ha infatti approvato, contro il parere dell’esecutivo due emendamenti in materia previdenziale e lavoristica: il primo propone la riforma della governance di Inps e Inail, il secondo punta a raddoppiare le mensilità minime, portandole a 8, che spettano al lavoratore in caso di licenziamento illegittimo.

Ma dall’esecutivo sottolineano che la bocciatura è di natura puramente ordinamentale, come ha affermato il sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba.

“La posizione del Governo sull’emendamento relativo alla modifica della governance dell’INPS e dell’INAIL non fa riferimento al merito perché si conviene sull’esigenza di andare in direzione di un diverso assetto dei poteri (…) la bocciatura è priva di connotazioni di bilancio non può trovare corretta collocazione all’interno della Legge di Bilancio”.

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