Macron bacchetta Merkel e lancia monito all’Italia sui nazionalismi

11 maggio 2018, di Mariangela Tessa

L’Europa non può essere debole. Il primo “imperativo categorico” indicato da Emmanuel Macron, ad Aquisgrana, dove ieri il presidente francese ha ricevuto il premio Carlo Magno proprio come coraggioso innovatore del sogno europeo, è la necessità che l’Ue si rafforzi e sia in grado di autodeterminarsi nella difficile situazione internazionale.

“Non lasciamoci dividere”, ha osservato Macron, ammonendo l’Europa e lanciando quattro imperativi categorici nel corso del suo discorso. “La divisione porta alla paralisi”, ha aggiunto, “porta alla guerra fra le posizioni“.

E citando le “tentazioni” presenti in Europa ai nazionalismi, Macron punta il dito verso le elezioni in Italia. La sirena d’allarme ha suonato più volte, secondo Macron

“L’abbiamo sentita con Brexit, ma la sentiamo ancora dalle elezioni italiane, dall’Ungheria, fino alla Polonia. Dappertutto in Europa risuona questa musica del nazionalismo”.

Ma ad Aquisgrana è emersa ancora una volta la disparità del passo fra Parigi e Berlino.

Non possiamo aspettare, le riforme vanno fatte subito, hic et nunc”, qui ed ora, ha incalzato il capo dell’Eliseo, che ha poi attaccato il tallone d’Achille della Germania, chiedendo di rinunciare “al feticcio dei surplus di bilancio e di quello commerciale, perché questo va a spese degli altri”.

Macron in un passaggio del suo discorso, dopo aver spronato i francesi ad affrontare “i cambiamenti” necessari, ad essere pronti “anche a spendere meno soldi pubblici”, ha esortato “analogamente” i tedeschi, a superare i loro tabù.

 

 

 

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