MAC: IL NUOVO MERCATO PER PICCOLE E MEDIE IMPRESE

4 dicembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Le piccole e medie imprese, spina dorsale dell’economia italiana, avranno presto a loro disposizione una nuova arena borsistica – più snella e dall’accesso semplificato – per crescere e rafforzarsi. Attesa al debutto nei primi mesi del 2007, si chiamerà Mac-Mercato Alternativo del Capitale e conta di diventare, come accade in Gran Bretagna con l’Aim, un punto di riferimento per quelle aziende di dimensione media e piccola lontane dalla Borsa ma che compongono il tessuto produttivo del Paese. La nuova realtà – presentata nelle sale di Piazza Affari – é un sistema di scambi organizzato di azioni non regolamentato riservato ad investitori professionali le cui negoziazioni – il lotto minimo è pari a 50.000 euro – avverranno in forma di asta telematica settimanale.

Promossa da un comitato composto da 7 istituzioni (Abi, Associazione italiana delle aziende familiari, Assonime, Assosim, Borsa Italiana, Infocamere e Istituto per la promozione industriale) e da 15 tra banche e società di intermediazione mobiliare (Banca Akros, Antonveneta, Banca Finnat, Banca Intesa, Banca Sella, Bnl, Bper, Bpu, Bpvn, Capitalia, Centrosim, Euromobiliare Sim, Mps, Sanpaolo Imi e Unicredit), l’iniziativa prevede la creazione di una società di promozione (forte di una capitale sociale di 120.000 euro destinati a divenire 5 milioni nei primi mesi del 2007) al fine di favorire lo sviluppo e la conoscenza del mercato, la cui gestione spetterà a Borsa Italiana chiamata a vigilare sullo svolgimento delle operazioni.

“Il mercato – ha osservato Pietro Modiano, direttore generale di Sanpolo Imi e membro del comitato promotore del Mac fra cui spiccano, tra gli altri, anche Massimo Capuano ad di Borsa, Corrado Passera, ad di Intesa e Giuseppe Zadra, direttore generale dell’Abi – nasce robusto e nel momento giusto. Esiste già l’adesione di 15 banche alla società in via di costituzione: banche attive sul territorio e, quindi vicine alla realtà dell’impresa”, in particolare quella medio-piccola. “Si tratta – ha aggiunto – di un mercato non pesante, una chiave di volta per mettere insieme trasparenza, economicità e semplicità. Un mercato – ha chiosato – non regolamentato per investitori qualificati e professionali: di qualità”. Per essere ammesse sul Mac le imprese dovranno essere costituite in forma di società per azioni e garantire la libera trasferibilità dei titoli, oltre a disporre dell’ultimo bilancio certificato da una società di revisione iscritta all’albo Consob.

Le aziende – secondo quanto previsto dal comitato promotore – potranno accedere al Mac in maniera celere rivolgendosi a una delle banche autorizzate attive sul proprio territorio (sponsor) da cui sarà seguita anche dopo l’ingresso sul mercato: la procedura richiederà massimo sei settimane dal momento del contatto con la banca sponsor. Il Mercato Alternativo dei Capitali, ha precisato l’amministratore delegato di Borsa Italiana, Massimo Capuano, sarà “un mercato semplice all’interno del quale l’imprenditore potrà vivere la sua palestra prima di arrivare sul mercato regolamentato e più liquido. C’é perfetta complementarietà con l’Expandi: è una sorta di acceleratore per le Pmi che si avviano ad un processo di crescita”.

Il bacino potenziale per il Mac – è stato stimato – è di oltre 3.600 aziende di cui 2.000 legate all’opportunità di finanziare progetti di crescita e di raggiungere una maggiore visibilità: per il 2007, ha concluso Modiano, “abbiamo in testa” un obiettivo di “50 società”.

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