M5S e lo scandalo rimborsi: all’appello manca 1 milione di euro

13 febbraio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Alla vigilia delle elezioni il partito superfavorito che brilla nei sondaggi, il Movimento Cinque Stelle, deve risolvere una grana no da poco e riguarda i rimborsi dei parlamentari pentastellati al fondo per il microcredito.

All’appello mancherebbero circa 1 milione di euro. Così per cercare di fare un pò di chiarezza, i capigruppo di Camera e Senato del Movimento hanno convocato a Roma oggi tutti i parlamentari che dovranno fornire la documentazione dei rimborsi effettuati durante la legislatura. Ma già partono le prime dèfaillance come il senatore leccese Maurizio Buccarella che si è autosposeso dal Movimento ammettendo di aver commesso una leggerezza.

“Relativamente agli ultimi due mesi di novembre e dicembre avevo fatto una leggerezza: avevo revocato i due bonifici  lo stesso 31 gennaio 2018 perché credevo di poter chiudere quel conto corrente nei giorni immediatamente successivi. Cosa che invece non ho fatto (anche per essere stato tre giorni a Roma per i lavori della commissione) e di cui non mi sono premurato di avvertire l’assistenza di Tirendiconto o altri del Movimento. In data odierna mi risulta che quelle somme sono state accreditate sul Fondo, dopo bonifici disposti da altra banca”.

Così il parlamentare in un post su Facebook.  Sul caso in questione interviene anche Luigi Di Maio:

“La notizia, in un Paese normale, è che il Movimento 5 Stelle ha restituito 23,1 milioni di euro di stipendi. Quei soldi hanno fatto partire 7mila imprese e 14mila lavoratori. Non sarà qualche mela marcia a inficiare questa iniziativa che facciamo solo noi e, come sanno gli italiani, da noi le mele marce si puniscono sempre (…) Io non conosco i nomi ma sia chiara una cosa le mele marce ci sono ovunque. Da noi vanno fuori negli altri partiti li fanno ministri”.

Hai dimenticato la password?