M5S, avanti tutta con il reddito di cittadinanza

19 maggio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Il cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle, il reddito di cittadinanza, sarà oggetto della manifestazione che si terrà sabato  con la “marcia contro la povertà” da Perugia ad Assisi e a cui parteciperanno Beppe Grillo e Davide Casaleggio, al fine di promuovere l’introduzione di questa misura.

La proposta di introdurre il reddito di cittadinanza è stata depositata con il ddl 1148 presentato nel 2013 e ancora è in stand by in Parlamento. Essa prevede a chi non ha un reddito di percepire una cifra di 780 euro mensili per chi  è solo. Se si percepisce già un reddito, il beneficiario avrebbe una differenza tra i 780 euro e quanto percepito.

Tuttavia oltre ad aver un aiuto economico mensile, i beneficiari del reddito di cittadinanza, come previsto nella proposta dei pentastellati, dovranno rispettare precisi impegni tra cui quello di iscriversi ai centri per l’impiego pubblici e offrire un contributo di massimo 8 ore a settimana per progetti sociali del Comune di residenza.

I Cinque stelle chiedono da sempre l’introduzione di tale misura, considerando che a chiederlo è la stessa Europa.

“Da 7 anni l’Europa chiede all’Italia di garantire il reddito di cittadinanza agli italiani che non raggiungono la soglia minima di povertà ma i partiti italiani continuano a ripetere che non si può fare, come se vivessero fuori dal mondo o semplicemente fuori dall’Europa, visto che il reddito di cittadinanza esiste in ben 26 Paesi europei su 28″.

Così sul blog di Grillo due eurodeputate  Isabella Adinolfi e Laura Agea.

Una delle principali accuse mosse al Movimento Cinque Stelle riguardanti il reddito di cittadinanza è la copertura economica necessaria a finanziare tale misura. La cifra necessaria, assicurano dal Movimento, è di 20 miliardi di euro e oltre. Dove recuperare le risorse? La maggior parte, assicurano, dalle detrazioni fiscali, le famose tax expenditures, e dalla spending review con incursioni in vari settori, dalle banche alle multinazionali del gas e del petrolio.

“Il governo Gentiloni li ha trovati in 24 ore per pagare il debito del sistema bancario, per i cittadini in difficoltà e i pensionati minimi invece non si trovano denari”.

Così sottolinea . Ma non solo: il reddito di cittadinanza potrà essere finanziato tagliando i privilegi della casta e dicendo definitivamente addio al Cnel salvato dal referendum costituzionale di dicembre.

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