M1 e tassi di interesse…

2 dicembre 2016, di Marco Magnani

Esiste una  correlazione indirettamente proporzionale tra la quantità di massa monetaria (M1) ed i tassi di interesse, dovrebbe essere una cosa scontata, invece molte persone non ne tengono conto o considerano la cosa poco importante, invece per poter vincere in borsa costantemente bisogna avere “ben chiari” i fondamentali dell’economia.

Se la quantità di massa monetaria aumenta i tassi di interesse non possono che diminuire per la maggior offerta di denaro esistente , è infatti del tutto naturale che se c’è più quantità di denaro in circolazione, il denaro costa meno.

Va precisato che sono i tassi a breve termine a costare meno e non quelli a lungo, che invece tendono ad aumentare.

E tendono ad aumentare per un motivo ben preciso, motivo che ho spiegato molte volte nei miei report e che dovrebbe essere facilmente desumibile.

Quindi perché aumentano i tassi di interesse a lungo termine se aumenta M1?

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Passando al future Dax , il ciclo Annuale fusion è ben orientato al rialzo, tuttavia nel medio periodo potrebbero esserci giorni di ribasso per la fine del ciclo.

Infatti dovrebbe mancare ancora un ciclo di quattro giorni circa  alla fine del ciclo Intermestrale in corso, il mercato sembra aver rispettato abbastanza bene la previsione.

Dopo questo ultimo rintracciamento dovremmo assistere ad una ripartenza dei prezzi sostenuta.

Riducendo ancora il periodo analizzato possiamo vedere il ciclo Mensile in corso che è ancora estremamente ribassista, questo aspetto ciclico non è allineato alla previsione di prima, che ipotizzava un solo ciclo a quattro giorni mancante alla fine del ribasso.

E’ plausibile quindi che la discesa si prolunghi per più di quattro giorni … potrebbe essere che l’esito del referendum di Domenica scombussoli i mercati tedeschi, più di quelli Italiani.

La previsione più probabile al momento è a mio avviso la seguente, ribasso fino ad un possibile test della trend line ribassista evidenziata nel grafico.

Trend line che se dovesse resistere al test darebbe il via ad una svolta decisa al rialzo,  come previsto dall’indicatore di Taylor sul medio periodo.

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