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Luxottica, Parmalat & Co: tutti gli addii a Piazza Affari

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MILANO (WSI) – Non solo Luxottica ma presto anche la Parmalat e l’Alerion si apprestano a lasciare Piazza Affari, una vera e propria cura dimagrante per la Borsa di Milano che perde così 30 miliardi di capitalizzazione, arrivando a -7% in soli sei mesi.

Partendo da Luxottica, il gruppo di Leonardo Del Vecchio nella seconda metà del 2017 terminerà l’aggregazione con la francese Essilor da cui nascerà un colosso nel mondo dell’ occhialeria con 50 miliardi di capitalizzazione ma non a Piazza Affari bensì alla borsa di Parigi  che guadagnerà così una blue chip di grande smalto.

Dal canto suo Milano perderà in un batter d’ occhio 24 miliardi, ossia il valore della multinazionale di Del Vecchio e al tempo stesso il delisting da Piazza Affari scoraggerà anche i risparmiatori. Ma non solo Luxottica: lascerà Piazza Affari anche la Parmalat con i suoi 5,6 miliardi di valore di mercato e questo se l’ Opa di Lactalis, controllata dalla famiglia Besnier dovesse andare in porto. Alla lista degli addii a Milano si aggiunge anche la Alerion, polo di energie rinnovabili. Tre nomi, Luxottica, Parmalat e Alerion che compaiono nella lista degli addii a Piazza Affari che solo nel 2016 sono stati ben 19.

In prima fila Enel green power, DelClima, Italcementi, Tim e Pirelli, il più delle volte spesso spinte al go private per operazioni di fusione e acquisizione. Piazza Affari così deve lavorare per recuperare volume. In agenda vi è il collocamento delle Frecce e degli Intercity di Trenitalia del gruppo FS, Ferrovie dello Stato, un pacchetto delle azioni di Poste Italiane, del gruppo Avio  a cui si aggiungono le più piccole ma che andranno a  fare numero Telesia, Valdostana delle Acque e Unieuro. Basteranno a ridare slancio a Piazza Affari?

Fonte: Corriere della Sera