Lusso sotto pressione, mani forti e ribassisti all’attacco di OVS

19 ottobre 2018, di Daniele Chicca

Il valore del settore del lusso nel suo complesso continua a salire nel mondo, ma questo non si riflette in Borsa. Per lo meno non in Italia, dove il comparto è sotto stress da qualche tempo.

Ad alimentare il selloff è stato il downgrade di Morgan Stanley di questa settimana. Uno dei titoli più penalizzati è OVS. Un nuovo investitore scommette sul ribasso del gruppo di abbigliamento: si tratta di Marshall Wace LLP che ieri ha comunicato di avere lo 0,53% del capitale venduto allo scoperto.

La posizione ribassista sul gruppo proprietario dei marchi OVS e UPIM si va ad aggiungere a quelle di altri quattro protagonisti del mercato. Gli investitori che puntavano sulla discesa del titolo già da qualche giorno sono:

  • JP Morgan Asset Management (UK): 1,17%
  • Capital Fund Management: 0,6%
  • Connor, Clark & Lunn Investment Management: 0,59%
  • Algert Global: 0,51%

La portata degli short, riportano gli analisti tecnici di Sos Trader, ha registrato un incremento di quasi sei volte negli ultimi 15 giorni passando dallo 0,59% del 3 ottobre all’attuale 3,4%.

Il titolo OVS sale così al nono posto tra i titoli più venduti dalle mani forti e si trova su livelli massimi assoluti. Le azioni cedono più del 3% oggi dopo il calo dell’1,2% della vigilia, ma i cali partono da lontano.

Le ultime performance del titolo sono estremamente negative sia a breve che a lungo raggio: quella a un anno è di -71,46%, il computo a tre mesi è negativo per il 35,26% e a una settimana il segno meno arriva al 9,04%.

Quanto ai ribassi più recenti, tutto è iniziato con il declassamento nella seduta di mercoledì degli analisti di Hsbc, i quali hanno sforbiciato il target price a 2 euro da 2,9 confermando il rating di Hold. La motivazione dei broker risiede nella volontà di assumere una posizione più cauta anche in relazione all’impatto del clima mite sul terzo trimestre.

Il taglio del prezzo obiettivo di OVS, dice la banca, riflette lo sconto che il mercato sta applicando a tutto l’azionario italiano. Il titolo è quello che segna da inizio anno la performance peggiore del settore del lusso – che pure è caduto vittima dei ribassisti: la perdita è pari a circa il 68%.

L’azienda retail si è voluta difendere dagli attacchi in Borsa, precisando in una nota che i fondamentali economici e patrimoniali sono solidi. OVS comunica di aver “avviato già dalla primavera un’azione di controllo dei costi e altre attività per mantenere un’adeguata profittabilità nonostante il ritardo dell’inizio della stagione autunno/inverno”.

Ribassisti alla carica contro OVS e il lusso in Italia

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