L’ultimo valzer per il mercato (così come lo conosciamo ora)

20 ottobre 2017, di Daniele Chicca

Siamo di fronte all’ultima fase rialzista del mercato azionario, per lo meno come lo conosciamo ora. Il mondo degli investimenti è destinato a cambiare. Le tecnologie innovative porteranno a un tale cambiamento nella società e nel mondo dell’impresa, che le valutazioni di mercato attuali dovrebbero tenere conto di quello che succederà più in là nel tempo e non solo nel prossimo trimestre o nell’anno prossimo.

A dirlo è Nicholas Colas, confondatore di DataTrek Research, il quale cita l’esempio di quanto successo al Bitcoin, le cui potenzialità nel 2011-2012 erano difficili da prevedere, ma chi avesse puntato allora sulla criptovaluta ora avrebbe in mano 10-20 milioni di dollari. Tra qualche anno lo scenario sarà completamente diverso per molti gruppi quotati e per il mercato azionario in generale, ma molti dei cambiamenti in atto sono di difficile lettura.

Le tecnologie si sviluppano molto in fretta, ma non fanno ancora parte della nostra vita di tutti i giorni auto senza pilota in strada, applicazioni di intelligenza artificiale complete, robot con la stessa abilità di improvvisare e la stessa destrezza degli esseri umani. Presto questo potrebbe cambiare. Ad esempio il computer AlphaGo Zero di Google ha dimostrato di poter battere chiunque al gioco da tavolo cinese complesso di Go senza aiuto umano, nemmeno del proprio programmatore (vedi video).

Colas, strategist molto seguito in Usa e intervistato da Wall Street Italia a New York nel 2011 fa quando era Ceo di BNY ConvergEx, ritiene che le nuove tecnologie sono destinate a cambiare per sempre il modo di investire e il futuro delle società. Per spiegare cosa intende offre qualche altro esempio.

Un altro video mostra come le ricerche effettuate sulla pagina Google Trends sono in grado di fornire previsioni attendibili. Nei sondaggi ufficiali la gente mente, mentre è difficile che lo faccia quando naviga da solo su Internet. Guardando le ricerche effettuate si poteva prevedere l’andamento dei livelli di disoccupazione in Usa più dei dati ufficiali. Le ricerche della parola “disoccupazione” sono triplicate nei 12 mesi precedenti gennaio 2009 (il primo mese in carica di Barack Obama). Il tasso di disoccupazione Usa governativo non ha toccato il suo picco prima dell’ottobre del 2009.

Wall Street ha raggiunto massimi storici perché le novità tecnologiche per ora hanno portato grandi vantaggi, pur sacrificando per strada qualche titolo quotato. Le società maggiori del settore hi-tech hanno approfittato del momento di grazia del comparto. Google dominando la ricerca su Internet, Apple con i suoi smartphone e Facebook diventando leader indiscusso del mondo dei social network. Allo stesso tempo il gigante di e-ecommerce Amazon ha pian piano inglobato le prede più piccole e sbaragliato la concorrenza nel mercato del retail e dell’e-commerce.

“Detto questo l’onda gigante della ripresa economica mondiale, negli Stati Uniti in primis, ha trasportato con sé la maggior parte delle imbarcazioni negli ultimi sette anni. Con l’incremento dei profitti, anche i mercati sono saliti”, osserva Colas, aggiungendo però un caveat.

Gli investitori, che per natura sono concentrati nell’orizzonte a breve, non stanno facendo abbastanza attenzione allo scenario a più lunga scadenza. Sebbene i mercati tendano a guardare all’orizzonte a lungo termine, i singoli gestori e trader (per lo meno quelli umani) sono portati a guardare più al breve termine.

D’istinto “si uccide subito il serpente che è vicino a noi”, dice nella sua newsletter quotidiana Colas, mentre per non correre rischi ulteriori “si lasciano stare quelli che sono lontani”.

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