L’Orlando pensiero: un vulcano spento

13 agosto 2017, di Giovanni Falcone

Anche oggi il nostro Dalai LAMA nazionale – al secolo Andrea ORLANDO –  ha tenuto a farci conoscere le sue elucubrazioni sul futuro politico del Partito democratico: se non si vuole esporre il Paese alla ingovernabilità, bisogna allearsi con Alleanza Popolare di Alfano e il Movimento dei progressisti  di Bersani & C.

Insomma, nella intervista alla Stampa di oggi, ha spiegato il suo pensiero, cominciando dalle elezioni autunnali in Sicilia,  dicendo che per vincere bisogna allearsi, ad ogni costo.

 “Se votiamo con questa legge abbiamo l’altissima probabilità di non avere una maggioranza di governo. Il Paese sarebbe esposto a rischi di sistema”, ha tuonato ancora.

Oltre che sono frasi più volte dette dal nostro Presidente della Repubblica che invita le forze politiche a trovare una intesa su una “legge elettorale”, possibilmente omogenea fra Camera e Senato, il nostro Guardasigilli parla da Segretario del Partito democratico spaziando dal lavoro ai giovani al problema immigrazione, dal debito pubblico alle alleanze.

A leggerlo, si ha l’impressione che parli da Segretario del Partito di maggioranza relativa, forse dimenticando che a quella competizione, ha perso rovinosamente e che il Segretario in carica, insieme alla Segreteria nazionale del Partito democratico, è l’unico deputato a indicare la strategia la strategia e la linea politica.

Questo lo ha deciso, egregio Guardasigilli, il 70% della base e degli iscritti, compreso il sottoscritto.

Il Partito democratico deve rappresentare, come da qualche anno sta cercando di fare, il motore dello sviluppo di questo sventurato e grande Paese al quale, per ovvie ragioni, anche per assoluta assenza di capacità propositiva, non possono partecipare  coloro che, pure stando in Parlamento da circa mezzo secolo, non ne hanno mai colto l’importanza ed opportunità.

A questo punto, egregio Segretario mancato del Partito democratico, lasci stare le strategie di medio o lungo periodo del Partito o, se vuole, ne parli in famiglia, nel condominio evitando, per quanto possibile, interviste con cdenza quotidiana sulla carta stampata scritta o urlata.

Il popolo del SI, quello del 41%, non ha bisogno di alleanze per vincere le elezioni, magari facendo un minestrone insipido senza idee e senza futuro.

Il popolo del SI, ha in mente di cambiare l’Italia, con lo scopo di aggregare gli italiani che ancora credono e sognano che un’altra Italia è possibile, facendo “riforme” di cui tutti parlano da mezzo secolo.

Il nostro Paese ha smesso di stare fermo e anche i dati degli indicatori – Istat e Fmi – dicono che qualcosa si muove e la “ripresa” sta diventando strutturale.

Il Popolo del SI, non pensa a vincere per tirare a campare, pensa a vincere per cambiare l’Italia!

AVANTI TUTTA!

 

 

 

 

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