Lobby nel Parlamento italiano: ecco tutti i nomi

14 luglio 2017, di Alessandra Caparello

Eni, Enel, Tim, Vodafone, Rai, Sky ma anche Japan Tobacco e Imperial Tobacco, fino alle associazione dei costruttori Ance e Confedilizia. Un elenco di ben 125 nomi costituisce il cosiddetto registro dei rappresentanti di interessi  istituito presso la Camera dei deputati.

Rappresentanti di interessi che altri non sono che vere e proprie lobby  in cui spunta anche il nome di Emergency. Per essere ammessi a tale registro occorre fare apposita domanda per via telematica, come riporta un articolo de Il Corriere della Serra, sempre che non si sia subita una condanna definitiva negli ultimi 10 anni per reati contro la Pubblica amministrazione – vedi concussione o abuso d’ufficio – e non essere stati, nell’ultimo anno, parlamentare o al governo. In tal modo si potrà ottenere una sorta di tesserino, come spiega la vicepresidente della Camera Marina Sereni.

“Non soltanto i rappresentanti di interessi, ma qualsiasi cittadino può entrare alla Camera, purché abbia un appuntamento con un deputato e ci sono aree in cui può transitare e aree che invece sono off limits. Il badge consente l’ingresso anche se non si ha un appuntamento con un parlamentare. Attualmente chi ha il badge può stare nel corridoio dei presidenti al piano Aula. Ma in futuro è previsto che si apra una sala dedicata ai rappresentanti di interessi, anche se non è ancora stata attrezzata. Riteniamo che sarà pronta prima della discussione della prossima legge di bilancio”.

Ma perché tale registro? Perché esiste un lobbismo positivo, giura la Sereni.

“Volevamo far emergere il tema del lobbismo, anche perché il ruolo delle lobby può essere positivo quando si tratta di soggetti che operano in modo trasparente quando interloquiscono con la politica. Vogliamo portare una maggiore consapevolezza non soltanto tra i portatori di interessi, ma anche nell’opinione pubblica”.

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