Liti fiscali: il governo studia la rottamazione

28 febbraio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Rottamazione in vista per le liti pendenti in materia fiscale: sarebbe questo il dossier allo studio del governo  per abbattere l’arretrato come ha sostenuto il viceministro dell’economia, Luigi Casero durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario 2017.

Non certo una novità quella della rottamazione delle liti fiscali visto che già venne usata nel 2012 per le liti fino a 20mila euro. A indirizzare verso la rottamazione bis i numeri: i processi pendenti al 31 dicembre scorso ammontano a 468.839, cui si sommano le oltre 50mila cause ferme in Cassazione. Fisco e contribuenti hanno pendenze giudiziarie per il solo 2016 pari a quasi 32 miliardi di euro.

La proposta lanciata da Casero però non trova particolarmente entusiasta proprio il Fisco, nella persona del direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi che si limita ad un laconico commento:

“È una scelta puramente governativa e politica, noi facciamo quello che il ministro ci dirà di fare”.

Non c’è però un decreto in arrivo, visto che tutto è nella fase embrionale, come sottolinea lo stesso viceministro.

“Non ci sono dettagli definiti e l’idea di rottamazione delle liti pendenti è solamente unpotesi per deflazionare il contenzioso tributario”.

La rottamazione delle liti fiscali dovrà essere comunque inserita in un progetto più ampio di riforma in cui potrebbe prendere piede anche la possibilità di potenziare l’istituto della mediazione, come afferma il viceministro Casero.

“Si potrebbe valutare l’ipotesi di elevare il limite di valore delle liti dai 20mila euro attuali a 50mila euro. In questo modo si potrebbe utilizzare un’efficace strumento di deflazione del contenzioso che ha dato già importanti risultati”.

A ciò si aggiungerebbero la trasformazione delle Commissioni in tribunali tributari con due giudici togati e uno laico e, per il giudizio di legittimità, l’istituzione di una sezione bis tributaria in Cassazione con la chiamata di 50 giudici ausiliari.

 

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