Linea rossa superata: tassi Bond Usa sopra il 3%, balza il dollaro

14 settembre 2018, di Daniele Chicca

Dopo il netto calo visto nelle ultime ore, complice la frenata dell’inflazione e le speculazioni sull’avvio anche da parte delle banche centrali extra Usa di un processo di normalizzazione delle politiche monetarie, il biglietto verde sta mettendo a segno una bella rimonta.

Il merito è di una serie di cifre macro che certificano lo stato di forma dell’economia americana e il contemporaneo superamento della soglia del 3% da parte dei rendimenti dei titoli di Stato obbligazionari di riferimento degli Stati Uniti. I rialzi non dovrebbero comunque impedire al dollaro di chiudere la settimana con il calo settimanale più accentuato da febbraio.

Alcuni attribuiscono il rimbalzo del biglietto verde sul Forex (che raggiunge i massimi di giornata) anche alla revisione al rialzo delle vendite al dettaglio Usa. I dati macro positivi sulla produzione industriale e il numero quasi da record dell’indice della fiducia dei consumatori stanno sicuramente dando una mano alla moneta nazionale americana.

Nel grafico sopra riportato si può notare la seduta estremamente volatile del dollaro Usa sul Forex.

Lo slancio ritrovato del dollaro influisce negativamente sui corsi azionari, con le Borse che perdono forza. L’S&P 500 e il Dow Jones scambiano in lieve ribasso al momento, mentre il Nasdaq resta l’unico indice della Borsa americana a scambiare sopra la parità. A pagare dazio sono soprattutto le valute dei mercati emergenti.

Quanto ai Treasuries Usa, i rendimenti della scadenza decennale hanno oltrepassato a un certo punto la “linea rossa” del 3% – che rischia secondo gli analisti e i gestori di compromettere la corsa dell’azionario. Al momento i tassi sono scesi appena sotto il livello chiave che potrebbe essere decisivo nel determinare l’andamento futuro del mercato azionario e valutario, non solo di quello obbligazionario.

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