Libia, ribelli all’assalto. Italia accusa la Francia: no a intervento militare

4 settembre 2018, di Daniele Chicca

Per una volta governo italiano e Ue d’accordo: l’unica soluzione alla crisi della Libia, un paese nevralgico per veicolare i flussi migratori dal Sud verso l’Europa, è il dialogo e per il momento l’opzione militare è da escludere.

Nella capitale Tripoli è il caos, con i ribelli che hanno lanciato l’assalto alle forze governative. In otto giorni 47 persone hanno perso la vita e 129 sono rimaste ferite durante gli scontri che si sono svolti a sei chilometri dal centro. Le autorità hanno bloccato gli accessi a Facebook e attivato le milizie anti terrorismo.

Il ministro italiano degli Interni Matteo Salvini ha escluso per ora “interventi militari”, aggiungendo che l’Italia garantisce al contempo “massimo sostegno alle autorità riconosciute” dall’Occidente. Il presidente della Camera Roberto Fico intanto ha attaccato gli alleati francesi, definendo la crisi libica “un problema che ci ha lasciato la Francia”.

Secondo gli esperti dell’ISPI, l’istituto italiano per gli studi di politica internazionale, per risolvere la crisi l’unico modo è trattare con i ribelli, considerandoli al pari di una forza politica. Perché politicamente la Libia, un paese spaccato in tre, è ancora fragile.

La Missione dell’Onu in Libia, Unsmil, ha invitato in una nota “le varie parti interessate dal conflitto a un incontro allargato per martedì a mezzogiorno in un luogo che verrà annunciato in seguito”, dopo i sanguinosi scontri armati degli ultimi giorni.

L’Unsmil aggiunge che “sulla base delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell’offerta del Segretario generale delle Nazioni Unite di mediare tra le varie parti libiche” si invita a “tenere un dialogo urgente sull’attuale situazione della sicurezza a Tripoli”.

Il Consiglio Presidenziale del premier Fayez al Sarraj ha dato mandato alla milizia Forza Anti Terrrorismo di Misurata, guidata dal generale Mohammed Al Zain, di entrare nella capitale per organizzare un nuovo cessate il fuoco e far terminare le violenze nella periferia sud della capitale.

Questo dopo un’altra giornata difficile, ieri, con scontri generalizzati tra varie milizie nella zona sud di Tripoli, in particolare ad Ain Zara e Abu Selim, che hanno fatto registrare la morte di due persone nel distretto di Al Falah, all’interno di un campo profughi per gli sfollati interni di Tawergha.

Per una volta governo italiano e Ue d'accordo: l'unica soluzione alla crisi della Libia, un paese nevralgico per veicolare i flussi migratori dal Sud verso l'Europa, è il dialogo e per il momento l'opzione militare è da escludere. Nella capitale Tripoli è il caos, con i ribelli che hanno lanciato l'assalto alle forze governative. In otto giorni 47 persone hanno perso la vita e 129 sono rimaste ferite durante gli scontri che si sono svolti a sei chilometri dal centro. Le autorità hanno bloccato gli accessi a Facebook e attivato le milizie anti terrorismo. Il ministro italiano degli Interni Matteo Salvini ha escluso per ora "interventi militari", aggiungendo che l'Italia garantisce al contempo "massimo sostegno alle autorità riconosciute" dall'Occidente. Il presidente della Camera Roberto Fico intanto ha attaccato gli alleati francesi, definendo la crisi libica "un problema che ci ha lasciato la Francia". Secondo gli esperti dell'ISPI, l'istituto italiano per gli studi di politica internazionale, per risolvere la crisi l'unico modo è trattare con i ribelli, considerandoli al pari di una forza politica. Perché politicamente la Libia, un paese spaccato in tre, è ancora fragile. La Missione dell'Onu in Libia, Unsmil, ha invitato in una nota "le varie parti interessate dal conflitto a un incontro allargato per martedì a mezzogiorno in un luogo che verrà annunciato in seguito", dopo i sanguinosi scontri armati degli ultimi giorni.
L'Unsmil aggiunge che "sulla base delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell'offerta del Segretario generale delle Nazioni Unite di mediare tra le varie parti libiche" si invita a "tenere un dialogo urgente sull'attuale situazione della sicurezza a Tripoli".
Il Consiglio Presidenziale del premier Fayez al Sarraj ha dato mandato alla milizia Forza Anti Terrrorismo di Misurata, guidata dal generale Mohammed Al Zain, di entrare nella capitale per organizzare un nuovo cessate il fuoco e far terminare le violenze nella periferia sud della capitale. Questo dopo un'altra giornata difficile, ieri, con scontri generalizzati tra varie milizie nella zona sud di Tripoli, in particolare ad Ain Zara e Abu Selim, che hanno fatto registrare la morte di due persone nel distretto di Al Falah, all'interno di un campo profughi per gli sfollati interni di Tawergha. [caption id="" align="alignnone" width="640"]Con Tripoli sotto assedio, il governo in Libia raduna le forze fedeli e attiva le milizie anti terrorismo Con Tripoli assediata il governo della Libia raduna le forze fedeli e attiva le milizie anti terrorismo (Immagine: Daniel Berehulak/Getty Images) [/caption]  

 

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