Lettura dati di bilancio e antiriciclaggio: alert per SOS ad horas

20 maggio 2017, di Giovanni Falcone

Sulla base di un quesito ricevuto nel recente periodo da parte di un Responsabile di filiale di una banca, ho maturato la convinzione che, l’attenta lettura del bilancio di esercizio, sovente, può rappresentare il miglior antidoto per intercettare situazioni di rischio in materia di lotta al riciclaggio.

Quesito

“Un’azienda operante nel settore della produzione e commercializzazione di tondini di ferro, ha registrato una crescita esponenziale del proprio fatturato passando da uno a sette milioni di euro in appena un triennio.

Trattasi di una Srl uni-personale che ogni anno cambia denominazione sociale (lasciando lo stesso indirizzo di sede e lo stesso socio unico e amministratore).

Gli accrediti, vengono tutti registrati con versamento di assegni circolari o bonifici sul corrispondente conto corrente aziendale provenienti, per oltre il 90%, da società della stessa holding e dalla capogruppo.

Gli addebiti, al contrario, vengono eseguiti per cassa, attraverso ingenti prelievi di denaro contante, tanto da mantenere sempre il rapporto a saldo zero o quasi.

La società di cui trattasi non ha mai chiesto affidamenti ed ha sempre lavorato con le proprie provviste.

Sembrano sussistere delle anomalie, è il caso di fare una Segnalazione di operazione sospetta?

Grazie

Da un abbonato al sito web giovannifalcone.it

Risposta

Faccio alcune preliminari considerazioni che possono indurre ad una valutazione più appropriata:

  1. Cambiare frequentemente denominazione sociale è un modo per complicare l’eventuale avvio di attività info-investigative;
  2. Vendere i tondini di ferro alla sola capogruppo rappresenta un elemento di forte debolezza e di dubbia autenticità. Se si sta’ sul mercato e si produce materiale di qualità (in questo caso tondini di ferro per il cemento armato nelle costruzioni edili), non si capisce la ragione per la quale si riesca a vendere solo alla capogruppo, lasciando fondatamente presumere una “falsa fatturazione” al solo fine di consentirgli un abbattimento del carico imponibile e quindi teso a ridurre il carico fiscale;
  3. Se i costi vengono contabilizzati solo per cassa, con prelievo ingente di denaro contante, potrebbe essere questo un ulteriore elemento di conferma che trattasi di fatture false, restituendo brevi manu la quasi totalità della provvista (con una trattenuta media del 10%);
  4. La società non ha mai chiesto affidamenti perché svolge un ruolo di cartiera;
  5. Sarebbe interessante verificare il conto economico alla voce “costi per il personale” (salari e stipendi, oneri sociali, accantonamenti per trattamenti di fine rapporto, trattamento di quiescenza e simili, altri costi) , a conferma dei sospetti testé enunciati.

Suggerisco di procedere ad una immediata Segnalazione di operazione sospetta, per una ipotesi di emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Cordialità

gf “

Seppi successivamente che, dalla lettura del bilancio si apprese che la società uni-personale di cui trattasi non aveva alcun costo di personale, pur in presenza di un fatturato di circa sette milioni di euro.

Leggere il bilancio serve per non trovarsi nei guai.

L’uomo avvisato è mezzo salvato!

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