Lettera con proiettile inviata al pm che indagò su David Rossi

9 novembre 2017, di Alberto Battaglia

Una lettera di minacce spedita dalla Toscana, contenente nella busta un proiettile inesploso, è stata indirizzata al sostituto procuratore di Siena, Aldo Natalini, fra i giudici che lavorarono alla prima inchiesta sulla morte di David Rossi.

 

 

Quest’ultimo, ex capo area comunicazione di MontePaschi morto cadendo dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013, si sarebbe suicidato secondo le indagini della magistratura, tuttavia un recente servizio delle “Iene” ha riportato attenzione sul caso, rivelando alcuni presunti “errori materiali” nella ricostruzione dei fatti. Le minacce ricevute da Natalini, che sarebbero molto gravi, non sono state rivelate e non è chiaro se la vicenda della morte misteriosa di Rossi sia in qualche modo collegata all’apertura di un fascicolo da parte dei magistrati di Genova, che stanno esaminando le accuse dell’ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini proferite nell’intervista estorta dalle Iene.

 

Secondo l’ex primo cittadino senese Rossi è stato sicuramente ucciso perché avrebbe manifestato la volontà di parlare con i giudici nell’ambito dell’inchiesta sul dissesto di Mps: da nascondere ci sarebbero gli abituali festini a base di sesso e droga che coinvolgerebbero tutti i “piani alti” della città, forse, ipotizza Piccini, anche alcuni magistrati. Nel frattempo è giunta solidarietà per Natalini da parte dell’Associazione nazionale magistrati e del Consiglio superiore della magistratura che ha promesso, per bocca del consigliere togato Luca Palamara, “tutti gli approfondimenti necessari”.
“L’episodio” ha detto il sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia Cosimo Maria Ferri, “è l’ennesimo gravissimo attacco nei confronti del sistema giustizia e di coloro che ogni giorno lavorano per assicurare il funzionamento della legalità prestando servizio per l’interesse della collettività”.

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