Legge di Bilancio, una sberla fiscale da quasi 30 miliardi

4 dicembre 2017, di Livia Liberatore

Anche se gli aumenti di entrate tributarie non sempre si presenteranno come nuove tasse per i contribuenti, i contribuenti italiani pagheranno diversi miliardi di euro di tasse in più nei prossimi anni.

Sono i risultati di un’analisi del Centro studi di Unimpresa della legge di Bilancio 2018 sulla base dell’esame della Corte dei Conti: secondo gli esperti alcuni provvedimenti dovrebbero portare a maggiori incassi per lo Stato per una cifra complessiva pari a 29,6 miliardi di euro, di cui 11,7 miliardi nel 2018, 9,5 nel 2019 e 8,3 nel 2020.

Il Centro studi si riferisce all’estensione della fatturazione elettronica, alla stretta sulle compensazioni fiscali e al ridimensionamento del Fondo per la riduzione della pressione fiscale, al rinvio dell’Iri, la flat tax sulle imprese. In particolare quest’ultima previsione dovrebbe portare entrate maggiori per 6,8 miliardi di euro, dei quali 5,3 miliardi sono concentrati nel 2018, anno in cui il nuovo regime avrebbe dovuto entrare in vigore.

L’estensione dell’uso della fatturazione elettronica tra privati porterebbe a 4,2 miliardi di gettito in più: in questo caso quattro miliardi nel biennio 2019-2020 in cui la fatturazione elettronica fra privati dovrebbe diventare un obbligo. Dai nuovi limiti alla compensazione automatica dei versamenti fiscali arriveranno 239 milioni l’anno per tutto il triennio, per un totale di 717 milioni. Il ridimensionamento del Fondo per la riduzione della pressione fiscale determinerà invece una maggiore disponibilità per lo Stato di 1,2 miliardi.

Dalla stretta sul comparto giochi arriveranno all’Agenzia delle Entrate 421,2 milioni. Il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci, ha commentato questi risultati dicendo che “le imprese e le famiglie avrebbero bisogno di pagare meno tasse e invece ne pagheranno sempre di più”.

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