Legge di bilancio, se rimarrà così l’Ue la boccerà: cosa succederebbe?

19 ottobre 2018, di Alessandra Caparello

Una violazione grave e manifesta dalle raccomandazioni adottate nel Patto di Stabilità e motivo di seria preoccupazione per la Commissione Ue. Così si legge nell’incipit della lettera che Bruxelles ha recapitato nella persona dei commissari Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici, rispettivamente vice presidente della Commissione e commissario per gli Affari economici al governo italiano rappresentato dal ministro dell’Economia Giovanni Tria in merito alla manovra di bilancio 2019.

La Commissione nota che le previsioni di spesa del governo sforano molto i parametri stabiliti in modo comune dai paesi dell’Unione Europea, Italia compresa, e lo fanno senza precedenti nella storia. Inoltre  la Commissione si dice molto preoccupata per il fatto che la manovra del governo sia stata bocciata dall’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB).

Cosa succede adesso?

Il governo ha tempo fino a lunedì 22 ottobre per rispondere alla lettera della Commissione, provando a chiarire questi dubbi, promettendo modifiche alla manovra o respingendone le critiche. L’articolo 126 dei Trattati prevede che quando un governo non rispetta le raccomandazioni comunitarie e si trova in una situazione di deficit eccessivo possa vedersi irrogare sanzioni con obiettivo ultimo quello di evitare che una politica economica nazionale metta a rischio la stabilità dell’intera zona euro.

L’Italia rischia così che venga aperta una procedura d’infrazione dall’Unione Europea ma rischia anche soprattutto una conseguenza ben più grave e immediata ossia l’aumento della sfiducia da parte dei mercati che si riversa sullo spread che già oggi ha toccato i 340 punti base, ai massimi in oltre cinque anni. C’è da dire che però finora la Commissione europea, valutando i bilanci nazionali, ha sempre preferito arrivare ad un compromesso spesso inviando richieste di correzione.

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