Con deficit troppo alto, fondi esteri potrebbero scaricare Btp

27 settembre 2018, di Alessandra Caparello

Gli occhi dei mercati sono puntati all’Italia dove si attende con fermento la nota di aggiornamento del DEF del governo che conterrà la tanto attesa stima definitiva del rapporto deficit/Pil. Vincerà la linea del ministro dell’economia Giovani Tria che auspica un prudente 1,6% o quella del vicepremier Di Maio che fa pressioni per superare il 2%?

È dall’esito di questa accesa partita che dipenderà anche l’andamento delle quotazioni di mercato dei nostri titoli di Stato. Il perché è semplice: nelle ultime settimane molti investitori esteri hanno ricominciato a comprare BTp in vista di una legge di bilancio improntata ad una maggiore prudenza.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore si tratta per lo più di “acquisti mordi e fuggi dettati dall’opportunità di lucrare sui prezzi a sconto e rendimenti oltre la media”.

“Crediamo che la volatilità sia in questo momento troppo alta per prendere una posizione forte sia di maggiore esposizione che di sotto peso sui titoli governativi italiani”.

Così al quotidiano di Confindustria Massimiliano Maxia, Fixed-Income Product Specialist di Allianz Global Investors che ha ridotto la sua esposizione sui titoli di Stato italiani già prima delle elezioni del 4 marzo prospettando una ripresa della volatilità, verificatasi poi tra maggio e giugno.

“Se il rapporto deficit/Pil dovesse essere superiore alle attese, cioè ben oltre il 2%, mi aspetto una nuova ondata di vendite”.

Dice il gestore secondo cui la legge di bilancio sarà il banco di prova per i mercati. Alcuni grossi fondi americani come Fidelity o BlackRock si attendono un rally dei BTp, come spiega David Simner, gestore di portafoglio obbligazionario di Fidelity International.

“Abbiamo negoziato i BTp in modo tattico nel corso dell’estate, con un’esposizione generalmente long (rialzista ndr.) Al momento abbiamo posizioni long marginali per quanto riguarda i BTp, e contiamo di aumentare la nostra esposizione nel caso in cui si dovesse verificare ulteriore debolezza nei giorni a venire. La variabile chiave resta la crescita economica. Gli ultimi dati non sono buoni. Se questo trend dovesse consolidarsi c’è il rischio che gli asset italiani possano tornare nuovamente sotto pressione. Se le istituzioni finanziarie italiane comprano i BTp lo fanno perché dalla solidità del Paese dipende la loro stessa tenuta. Per i grandi investitori esteri non è così. Per loro conta solo il ritorno economico”.

 

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