LE VOGLIE POLITICHE DI ANTONIO FAZIO

20 novembre 1999, di Redazione Wall Street Italia

Non c’è due senza tre. Il vecchio adagio appare, a prima vista, tagliato alla perfezione
per la Banca d’Italia: dopo quelli di Carlo Azeglio Ciampi e Lamberto Dini, tutti e due passati
alla politica partendo dalle poltronissime della banca centrale, il prossimo trasloco
istituzionale potrebbe riguardare l’attuale governatore Antonio Fazio.

Dopo l’intervento
di Fazio a Napoli, all’inaugurazione della Settimana sociale dei cattolici italiani,
il gossip politico romano si è scatenato: Fazio si candida, dicono tutti o quasi,
ma con chi? Centrodestra, centrosinistra, oppure una nuova formazione centrista che
ricongiunga la diaspora ex democristiana? Le interpretazioni fin qui emerse appaiono
piuttosto scontate e banali. In realtà nessuno, se non il governatore stesso, sa
a che cosa miri Fazio. Proviamo a immaginarlo.

Il governatore sa bene che l’epoca dei governi tecnici (Amato ’92, Ciampi ’93, Dini
’95) è finita con l’uscita di scena di Scalfaro. Più che governo tecnici, erano del presidente> con maggioranze reperite dallo stesso capo dello Stato. Con Ciampi
al Quirinale le cose sono cambiate: fautore del bipolarismo, l’attuale presidente
difficilmente darebbe il via a una soluzione ”tecnica”. Uno dei leit motiv delle
esternazioni ciampiane è la questione della stabilità politica come base per la crescita
economica. Dunque, una soluzione ”tecnica”, con Fazio premier, alla crisi di gennaio
appare improbabile.

Fazio sa anche bene che i capi dei due poli, D’Alema e Belusconi, non hanno affatto
abbandonato le loro personali ambizioni: l’uno di restare a palazzo Chigi, l’altro
di ritornarvi dopo la breve, traumatica esperienza del ’94. Il governatore non si
accontenterebbe di un incarico da ministro del Tesoro, che almeno uno dei due poli
(quello di centrodestra) non avrebbe difficoltà ad offrirgli, mentre le cose sarebbero
più complicate a sinistra per le ambizioni di Vincenzo Visco. Non bisogna dimenticare
che la riforma Bassanini prevede, per la prossima legislatura, l’accorpamento di
Tesoro e Finanze in un unico dicastero. E Visco, a guidare quel superministero, punta
da tempo.

Infine, non bisogna scordare che le elezioni politiche – salvo improbabili voti anticipati
– arriveranno solo nel 2001, e candidature così anticipate, come quella presunta
di Fazio, sono fatte apposta per essere bruciate.
Le cose, alla luce di questi fatti, potrebbero essere assai più semplici: Fazio vede
un Paese in crisi di competitività dopo l’ingresso nell’area euro, e fornisce una
ricetta complessiva per venirne fuori.

Il ”Sole 24 Ore”, nell’articolo di fondo di
Edmondo Berselli, ha definito quelle del governatore ”prediche utili”. Pare che Massimo
D’Alema abbia commentato: ”A queste prediche utili, preferisco le prediche inutili
di Einaudi…”. I tanti che hanno attribuito alle parole di Fazio il significato
di ”manifesto” politico, non hanno fatto al governatore un gran favore.

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