Lavoro Usa: report “non può che deludere”

10 marzo 2017, di Mariangela Tessa

Cresce l’attesa per il dato sull‘occupazione nel settore non agricolo di febbraio negli Stati Uniti, ultimo indicatore macro cruciale prima della riunione della Fed della prossima settima. Riunione che, a meno di sorprese, dovrebbe portare ad un aumento dei tassi di interesse dello 0,25%, così come ha anticipato qualche giorno fa il governatore Janet Yellen.

Secondo le anticipazioni del consensus di mercato, lo scorso mese l’economia a stelle e strisce dovrebbe aver aggiunto 193 mila posti con un tasso di disoccupazione in calo al 4,7% dal 4,8% del mese precedente. Ma come fanno notare gli esperti di ZeroHedge, il focus del mercato sarà per lo più concentrato sui salari e dunque sulle pressioni inflazionistiche. Lo scorso mese, la crescita media oraria dei salari aveva deluso, mettendo a segno un aumento del 2,5% in calo del 2,9%. Questo mese, le attese sono invece per una crescita del 2,7% annuale (+0,3% mensile).

Un anticipatore del dato odierno è intanto arrivato due giorni fa con la pubblicazione del dato di febbraio degli occupati del settore privato Usa Adp e Moody’s Analytics, che ha registrato l’incremento più consistente dei posti di lavoro creati da dicembre 2015. A febbraio gli occupati del settore privato Usa sono cresciuti ben più delle attese, con un incremento di 298.000 unità, contro una mediana delle stime degli economisti interpellati in un sondaggio condotto da Reuters di +190.000.

Riviste al rialzo anche le cifre relative a gennaio, quando i posti di lavoro del settore privato Usa sono cresciuti di 261.000 unità contro i 246.000 inizialmente rilevati.

Secondo gli esperti di Zerohedge, solo un dato sotto i 100 mila potrebbe creare un ostacolo per il rialzo dei tassi da parte della Fed.

 

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