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La pressione ribassista non si ferma: Bitcoin arretra a $6.450

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Il bitcoin sta passando giorni difficili caratterizzati da un forte ribasso, che si è tirato dietro l’intero settore delle criptovalute. Tra il 10 e il 13 giugno la capitalizzazione complessiva del mercato ha ceduto oltre 63 miliardi di dollari e al momento della stesura il bitcoin si adagia intorno quota 6,450 dollari, a poca distanza dai minimi toccati a febbraio (dati di Coinmarketcap, vedi grafico sotto).

“Questa fase combina volumi scarsi e fuoriuscita di liquidità. I cosiddetti hodler cedono il passo a chi è entrato sul mercato nel periodo di euforia a cavallo tra dicembre e gennaio, e ora chiude le posizioni dopo essere stato dentro un comparto in calo da circa 6 mesi”, spiega Paolo D’Ambra di Exante.

Solo a dicembre il prezzo del Bitcoin (BTC) aveva sfiorato brevemente i 20.000 dollari.

Il trend ribassista degli ultimi giorni è stato sospinto in particolare dalle indiscrezioni circa il progresso di un’indagine della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) degli Stati Uniti, ente di vigilanza sui mercati di futures e derivati, che sospetta una manipolazione dei prezzi sul mercato delle valute virtuali, in correlazione ai futures sul bitcoin disponibili su Cme e Cboe.

Gli exchange interpellati dalle autorità Usa (Coinbase, Kraken, itBit e Bitstamp) si sarebbero rifiutati di collaborare e fornire i dati delle operazioni di trading avvenute sulle loro piattaforme.

A questi sviluppi va aggiunto il recente divieto di Apple alle app che minano criptovalute tramite iOS e il furto di quasi 40 milioni di dollari in criptovalute da un exchange sudcoreano hackerato, oltre ai nuovi appelli alla cautela verso il fenomeno bitcoin da parte di big della finanza come Warren Buffett e Jamie Dimon, ceo di JP Morgan, da sempre scettici nei confronti della criptovaluta.

Il grafico del Bitcoin negli ultimi sette mesi
(Immagine: Coinmarketcap.com) Il grafico a sette mesi del Bitcoin: oggi il prezzo ha perso il 4,48% a quota $6.291,96 dollari