La più pesante perdita di capitalizzazione della storia è destinata a peggiorare

31 ottobre 2017, di Daniele Chicca

La capitalizzazione di Petrochina ha perso 800 miliardi di dollari di valore: mai nessun titolo aveva subito un simile deterioramento che è di quasi 100 miliardi superiore all’intera capitalizzazione della Borsa di Milano. Nonostante il calo incredibile dei prezzi in Borsa, gli analisti sono convinti che per le azioni il fondo non sia stato ancora toccato.

Per avere un’idea della dimensione del fenomeno, con il valore perso per strada da quanto il gruppo petrolifero cinese a controllo statale ha fatto il suo ingresso alla Borsa di Shanghai dieci anni fa si sarebbero potuti comprare tutti i titoli delle società quotate a Piazza Affari oppure si sarebbe potuto fare il giro della Terra 31 volte con banconote da 100 dollari.

Il peggiore calo in Borsa della storia non dà tuttavia alcun segno di fermare il suo corso. Le stime degli analisti sono in media per un ribasso di un altro 16% nei prossimi 12 mesi, ai minimi di tutti i tempi. Così per lo meno dicono le previsioni degli esperti, che si basano non soltanto sull’analisi tecnica bensì su un’attenta esamina di fondamentali e performance del settore energetico.

A influire negativamente sul corso dei titoli azionari sono state le politiche economiche intraprese dalla Cina negli ultimi anni, tra cui la decisione delle autorità di imporre una stretta contro le attività speculative di mercato – proprio quelle che hanno alimentato gli acquisti delle azioni PetroChina facendola diventare la prima società da mille miliardi di dollari di capitalizzazione nel 2007.

L’esecutivo guidato dal presidente Xi Jinping ha deciso anche di mettere da parte una volta per tutte il modello di sviluppo troppo dipendente dalle materie prime. A questo si sono uniti il piano di investimenti nelle auto elettriche e, negli ultimi dieci anni, il ribasso del 44% delle quotazioni del petrolio. Sono tutti fattori che non dipendono dalla gestione aziendale e dal business model del gruppo e proprio per questo devono preoccupare chiunque sia esposto alle azioni PetroChina.

Fatte tutte queste considerazioni si capisce bene come mai gli analisti si aspettino nuovi cali. Non aiuta nemmeno la situazione a livello di fondamentali. I titoli PetroChina scambiano a un valore 36 volte più alto degli utili stimati su 12 mesi, un rapporto il 53% più alto rispetto alle aziende quotate concorrenti.

“Saranno tempi difficili per PetroChina”, dice a Bloomberg Toshihiko Takamoto, money manager di Asset Management One che gestisce $800 milioni in Asia. “Perché mai qualcuno dovrebbe comprare un titolo che scambia su prezzi 30 volte superiori ai profitti stimati”?

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