La nuova frontiera, Etf sui viaggi spaziali

11 gennaio 2019, di Alberto Battaglia

Le commissioni sui fondi d’investimento, schiacciate dalla competizione di numerose piattaforme a basso costo, sono una delle maggiori preoccupazioni per il settore del risparmio. Una possibile via d’uscita consiste nel creare pacchetti di titoli sempre più originali, in grado di diversificare la propria proposta dalla concorrenza. Ed è così che si fanno largo anche Exchange traded funds come quello che State Street ha dedicato alle nuove esplorazioni spaziali.

 

Se varie compagnie private puntano a creare un business di viaggi nel cosmo per privati cittadini, da Blue Origin a SpaceX, perché non investire, ad esempio, sulle componenti delle navicelle e sui fornitori di cibo per astronauti? Il fondo, di State Street punta proprio su questo, e non è nemmeno solo ad aver cucito un Etf di questo tipo. Le commissioni sono dello 0,45%, meno di altri fondi tematici, ma 15 volte di più rispetto agli Etf più economici.
Morgan Stanley ha stimato che lo spazio, fra esplorazione, turismo e altre attività, potrebbe generare ricavi complessivi per 1.100 miliardi di dollari nel 2040, a fronte dei 350 miliardi attuali. Per il momento, non è possibile posizionarsi direttamente sulle compagnie private come SpaceX, in quanto non sono quotate in borsa.
Secondo i dati citati Bloomberg, gli Etf tematici hanno raddoppiato i propri asset negli ultimi due anni, arrivando a 20 miliardi di dollari. Avere una strategia focalizzata e stretta, tuttavia, incrementa i rischi e, in media, questi Etf hanno sottoperformato rispetto allo S&P 500 nel 2018.

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