La finanza del futuro passa per la Blockchain

15 novembre 2018, di Redazione Wall Street Italia

di Sandra Riccio

Dai pagamenti, alla compravendita di azioni in Borsa, fino alle assicurazioni. La nuova tecnologia taglierà moltissimi processi e intermediari. E farà crollare i costi finali

La Blockchain è una tecnologia che è ancora ai suoi primi passi ma che promette già di cambiare il nostro mondo. Per gli esperti significherà l’inizio di una nuova era. A guardare a questa innovazione, che sta via via guadagnando sempre più spazio, sono tutti i settori di attività. Nei prossimi anni è atteso un vero e proprio boom nella crescita di questa applicazione. Secondo le stime, il mercato globale delle tecnologie legate alla Blockchain crescerà a un ritmo annuo del 62,1% tra il 2015 e il 2025, per raggiungere un volume complessivo di 16,3 miliardi di dollari.

Anche il mondo della finanza si sta confrontando con questa dirompente novità

Tanti sono i campi in cui la Blockchain, che non è altro un enorme data base “diffuso” che accoglie e soprattutto certifica e rende immutabili nel tempo le informazioni da scambiare, è già stata applicata e dove sta già mostrando i propri effetti. Di recente Deloitte, insieme al World Economic Forum, ha provato a disegnare il futuro delle infrastrutture finanziarie con l’avvento dei contratti intelligenti.

“Questa innovazione potrebbe trasformare l’infrastruttura stessa dei servizi finanziari – racconta Paolo Gianturco, senior partner di Deloitte – responsabile FinTech -. Il tutto attraverso una riforma dei processi finanziari che diventeranno più semplice, più efficienti o del tutto nuovi”.

Guardando al futuro, Deloitte ha provato a immaginare come la Blockchain cambierà i tanti comparti del mondo della finanza, per esempio quello dei pagamenti, così come quello delle assicurazioni oppure l’area dei conti correnti e dei depositi ma anche i prestiti e la gestione degli investimenti. Molte di queste strade sono ancora sulla carta ma iniziano già a germogliare i primi segni delle trasformazioni in arrivo. Per fare un esempio, nei pagamenti e in particolare in quelli transfrontalieri (le così dette rimesse), la novità della Blockchain potrebbe portare a una radicale semplificazione di tutta l’architettura di verifica, convalida e autenticazione dei diversi passaggi nei transfer. In pratica vuol dire regolamentazioni in tempo reale e nuovi modelli nella supervisione normativa con un taglio di molti passaggi.

Atteso un calo dei costi dei servizi

Tutto questo porterebbe anche a commissioni più contenute in un campo che vede livelli molto alti (circa il 7% dell’importo inviato all’estero). Il risultato finale sarebbe un maggiore appeal e una più grande diffusione dei pagamenti transfrontalieri. Su questo fronte stanno già lavorando le grandi istituzioni europee e Usa. I progetti ci sono, tuttavia lo sviluppo di standard, regolamenti e quadri giuridici che si adattano a più parti e giurisdizioni è un’altra sfida che dovrà essere affrontata da quest’area del mondo della finanza.

Un altro esempio di ambito in cui si possono già immaginare gli effetti della Blockchain è quello della compravendita di titoli azionari. È in particolare nella fase della post-vendita che interviene questa nuova tecnologia e riduce tempi e costi. Semplificando molto, ogni operazione sulle azioni richiede lunghi processi post-negoziazione che hanno inizio subito dopo la conferma della vendita. Questi passaggi durano anche tre giorni e necessitano l’intervento di diversi operatori di ambiti differenti. Si tratta di una mole di lavoro esosa. Si calcola che negli Usa, all’industria dei servizi finanziari viene a costare fino a 9 miliardi di dollari l’anno.

“I contratti intelligenti potrebbero assottigliare molti di questi passaggi con relativi riflessi su più piani. Questo terreno è molto battuto da start-up e società tech – dice Gianturco -. Presto potrebbero arrivare le prime soluzioni che cambieranno per sempre il modo di procedere in Borsa”.

In attesa della spinta finale

Il tema è caldo e ci sono ancora nodi da sciogliere. Nonostante l’attenzione generale, questa nuova tecnologia non ha ancora visto un’adozione di massa. Questo aspetto è legato a un basso livello di consapevolezza e conoscenza.

“Potrebbe essere la principale sfida legata a questo nuovo tema” afferma Gianturco.

Secondo un’indagine di Deloitte, nonostante il 39% dei dirigenti di grandi realtà Usa nel 2016 non risultasse pienamente consapevole della tecnologia Blockchain, questa percentuale si è significativamente ridotta. A frenare c’è poi la mancanza di regolamentazione come pure la scarsa disponibilità di risorse specializzate. Perché si arrivi a una rapida ed efficace applicazione della Blockchain occorre una profonda cooperazione tra i grandi operatori dei vari settore, chi innova e le autorità di regolamentazione.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di novembre del magazine Wall Street Italia.

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