LA DURA LEZIONE DEL NASDAQ AI GENI DELLA BORSA

21 dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il tabellone elettronico del Nasdaq e’ in ripresa dopo otto sedute di forti perdite e sui mercati si cerca di fare il punto della situazione.

Il crollo per molti operatori del settore e’ un fenomeno completamente nuovo e definitivamente scioccante, soprattutto per quei gestori che credevano che i risultati raggiunti fossero frutto della loro abilita’.

“Pensavo di essere un genio e andavo in giro a dispensare consigli. Ora mi sento in colpa”, ammette James Garfinkel che ha visto il suo portafoglio dimezzarsi in appena nove mesi.

Sebbene la maggior parte dei nuovi arrivati rimanga ottimista sulla ripresa del mercato, il crollo del Nasdaq ha insegnato loro che l’arte d’investire non e’ cosi’ semplice come sembra.

Richard Begun di Orbitex Growth Fund ammette che il declino ha fatto aprire gli occhi. L’anno scorso il fondo da lui gestito ha guadagnato il 98% e per le prime nove settimane di quest’anno era in ripresa del 70%. Il patrimonio gestito era passato da $900 mila a $50 milioni sotto la sua guida. Ora il patrimonio e’ ridotto a $35 milioni e il fondo sta perdendo il 24,9% per l’anno.

Il gestore ha evitato risultati peggiori riducendo in primavera la sua partecipazione in titoli Internet e tecnologici e spostando l’attenzione sulla biotecnologia.
Ora favorisce i titoli dei comparti finanziari, energetici e sanita’.

Sebbene abbia assistito a ribassi del mercato quando tra il 1996 e il 1999 cogestiva un portafoglio alla Bank of New York, sottolinea che allora la strategia comportava l’acquisto durante il momento di calo, ma che ora ogni volta che si acquista a una quotazione bassa, questa si riduce ulteriormente. Begun, rimane pero’ ottimista e pensa che anche l’orso non potra’ continuare per sempre.

Meno filosofo invece e’ James Garfinkel che ha fondato un servizio di cura per gli animali domestici con i proventi dei suoi investimenti – che nel 1999 sono raddoppiati a $500 mila. Dal mese di aprile, infatti, ha perso oltre la meta’ del suo patrimonio e insieme a questo molti progetti irrealizzati.
Ora non osa nemmeno seguire il mercato per paura delle cattive notizie.

Per Jennifer Madrid, un broker di Merrill Lynch, e’ particolarmente difficile mantenere un tono positivo. “A volte e’ dura essere motivati a cercare nuovi clienti”, ammette l’intermediaria che nel 1997 ha lasciato il suo lavoro da avvocato per diventare un broker.

Non che abbia deciso di gettare la spugna, ma sta diventando piu’ difficile mantenere la lista di 280 clienti che aveva facilmente messo insieme all’inizio della sua nuova carriera.

Fa parte del mestiere, pero’, aiutare i clienti a vedere la situazione attuale sotto una diversa prospettiva, a pensare al lungo periodo e a diversificare il portafoglio.
Dopo aver suggerito erroneamente ai suoi investitori di mantenere le loro posizioni nei titoli tecnologici, punta ora su comparti piu’ tradizionali quali farmaceutici e finanziari e consiglia Pfizer (PFE) e Lehman Brothers Holding (LEH).

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