La concorrenza falcia i ricavi delle Telco in Italia

6 dicembre 2018, di Alberto Battaglia

La concorrenza è il sale dei mercati efficienti, come noto sin dai tempi di Adam Smith. In Italia però un mercato con relativamente pochi attori, quello delle telecomunicazioni ha dovuto fare i conti con l’arrivo di un nuovo, agguerrito concorrente. Iliad, con una politica aggressiva sui prezzi, ha cercato di farsi largo nella clientela italiana. L’offerta di lancio a 5,99 euro mensili a minuti illimitati ha scompaginato il panorama dei prezzi praticati in precedenza dagli altri tre operatori.

Risultato: i ricavi da servizi delle tre grandi compagnie, Tim, Wind-3 e Vodafone, hanno subito un calo di 302 milioni di euro nel terzo trimestre del 2018 rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Un calo dell’8,9%.
A farne maggiormente le spese è Wind-3, con un calo del 14,6% e 158 milioni di euro in meno; seguono Vodafone, -10% e -111 milioni e, infine, Tim, -2,7% e 33 milioni di ricavi in meno. Quanto ha incassato Iliad in Italia? Nel terzo trimestre, la Telco francese ha realizzato ricavi per 46 milioni di euro.

 

Oltre alla concorrenza del nuovo operatore francese, hanno influito nel volume dei ricavi il passaggio dalla fatturazione a 28 giorni a quella mensile. Anche qui la questione attiene alla concorrenza, visto che a bocciare questo sistema di fatturazione, che di fatto aumentava i costi annuali del servizio, è stata proprio l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. La cui accusa non è stata di poco conto: le compagnie, sfruttando l’oligopolio in essere “avrebbero coordinato la propria strategia commerciale connessa alla cadenza dei rinnovi”.

I titoli quotati delle due grandi Telco si sono mossi generalmente in negativo: Telecom ha ceduto da inizio anno il 23,11% del valore; Vodafone (UK) il -31,72%. Ma nemmeno Iliad festeggia in borsa: il titolo da gennaio ha ceduto il 49,19%.

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