La blockchain per evitare incidenti come quello del Ponte Morandi

17 ottobre 2018, di Daniele Chicca

La tokenizzazione dell’economia e la tecnologia blockchain alla base delle criptovalute potrebbero permettere di rivoluzionare il mondo dei servizi pubblici superando il modello delle privatizzazioni e impedire che disastri semi annunciati o comunque prevedibili come quello del Ponte Morandi di Genova non si ripetano più in futuro.

È Andrea Bianconi sul Coin Telegraph a provare a spiegare come. Dopo aver elencato una serie di progetti di privatizzazione fallimentari in passato, l’autore cita il caso del Regno Unito dove l’insoddisfazione nei confronti dei modelli di privatizzazione ha spinto diversi economisti e accademici a chiedere un annullamento di simili progetti, come per esempio nel settore del gas, o quello dell’acqua. O del sistema ferroviario, che viene ritenuto disfunzionale anziché efficiente come ci si aspetterebbe.

In un paper accademico, Mildred E. Warner osserva che l’esperimento delle privatizzazioni degli Anni 80 e 90 non ha avuto i risultati sperati. Tornare indietro da questo modello non ha significato un ritorno al vecchio, bensì ha portato all’emergere di una nuova posizione, più equilibrata, che unisce l’uso dei mercati alle pianificazioni statali, per arrivare a decisioni che potrebbero essere sia efficienti sia ottimali dal punto di vista sociale”.

La privatizzazione è una soluzione facile per i governi, che viene solitamente seguita per reperire soldi in fretta e rimettere in sesto i conti pubblici. Se con l’apertura ai mercati di capitale e alla concorrenza si può migliorare l’efficienza di alcuni servizi e attività governative, ben venga. Se le privatizzazioni servono solamente a sostituire il monopolio statale con un altro monopolio ma privato, di un attore privilegiato del mercato, allora andrebbero evitate.

Se lo stato trasferisce il privilegio di chiedere il versamento di un affitto, di un pedaggio o di una bolletta nelle mani di un investitore privato, spesso la privatizzazione ha conseguenze negative per il consumatore finale. Questo è particolarmente vero nel caso dei cosiddetti “monopoli naturali“, che riguardano asset strategici dello Stato come i pedaggi delle autostrade, l’acqua, l’elettricità, le prigioni e i servizi di assistenza sanitaria.

Come funzionerebbe il modello blockchain “anti monopoli”

Per avere una soluzione “più equilibrata” – è la tesi dell’autore e di altri fan del settore crypto, si potrebbero sfruttare le caratteristiche uniche della blockchain e della token-economics come modello esemplare per rimpiazzare quello disfunzionale delle privatizzazioni nei settori pubblici più strategici.

Anche se l’origine della tokenizzazione dell’economia risale al 19esimo secolo – nel campo degli studi psichiatrici – il temine viene ora usato per definire quanto sta avvenendo nel mondo crypto. Si tratta di fatto di un sistema di incentivi economici utilizzati per influenzare il comportamento e le scelte degli azionisti verso un modello prestabilito virtuoso che offre benefici all’intero sistema.

La Token-economics è un ramo delle scienze sociali e non differisce tanto dall’economia tradizionale, se non fosse che prende spunto dal funzionamento dell’economia comportamentale e della teoria dei giochi per spiegare quali sono gli incentivi che determinato il comportamento degli individui.

Venendo alla blockchain, il libro mastro immutabile e decentralizzato alla base delle criptovalute come il bitcoin su cui corrono le informazioni e i dati immessi, l’idea è quella di creare un sistema pubblico accessibile a tutti (la blockchain può anche essere privata, ossia chiusa), che gestisca gli asset o i servizi pubblici, indifferentemente. I servizi che sono maggiormente strategici per la società nel suo insieme – è il concetto espresso – saranno più efficienti se non vengono lasciati in mani private, ma se una parte del controllo resta in mano allo Stato.

In questo modo si dovrebbero scongiurare gli abusi commessi da operatori privati senza scrupoli.  Gli asset come l’acqua, i servizi sanitari, o le infrastrutture vitali, come nel caso delle autostrade o del Ponte Morandi di Genova crollato ad agosto, dovrebbero essere associati a un token che viene emesso su una blockchain.

La creazione di token per migliorare i servizi pubblici

Il termine “tokenizzazione” si riferisce alla creazione di titoli o asset finanziari digitali, equiparabili a una moneta o a un titolo azionario, chiamati token (gettone). Il token digitale creato è legato a un asset sottostante e dà diversi tipi di diritti (come proprietà, diritto ai pagamenti, diritto di voto, ecc.) a seconda dei casi specifici.

La tokenizzazione si rende necessaria per “tradurre” i diritti economici collegati all’asset pubblico di riferimento in un formato digitale, che può essere facilmente distribuito agli azionisti e a cui si possono associare degli smart contract, contratti dal valore legale che con la loro immutabilità e trasparenza garantiscono l’automatica e sicura applicazione di certe disposizioni.

L’asset pubblico strategico così digitalizzato viene trasferito in un special-purpose vehicle (“SPV”, in italiano detta “società di progetto”). A quel punto si possono tokenizzare le azioni dello SPV emettendo equity token che incorporano i diritti di proprietà, di voto ecc., con degli smart contract. Altrimenti si possono emettere security token, che non danno diritto a una partecipazione nello SPV, ma che semplicemente rappresentano il diritto economico a condividere i profitti generati dallo SPV.

Mediante questa struttura, proposta da Bianconi, i principali azionisti sarebbero di quattro tipi:

  • Lo stato che detiene gli asset he state which owns the asset
  • I cittadini che possono usufruire dei servizi pubblici
  • I contractor per i servizi di manutenzione e di rifornimento
  • I detentori di token, che guadagnano con il rafforzamento del valore e perdono con un suo deterioramento

Per migliorare i servizi pubblici ed evitare la formazione di monopoli controproducenti per il consumatore finale, grazie alla efficienza, sicurezza e rapidità (possibile per l’assenza di mediatori) della blockchain, in futuro si potrebbero tokenizzare autostrade, ferrovie, utility, ospedali e prigioni.

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