JP Morgan, investitori “umani” sono solo il 10%

14 giugno 2017, di Livia Liberatore

Gli investitori “umani” sono stati quasi del tutto sostituiti dalle formule di investimento al computer e dal trading fatto dalle macchine. Lo ha scritto JP Morgan in un nuovo rapporto. La maggior parte degli investitori in azioni oggi non acquista o vende titoli sulla base dei fondamentali specifici, ha detto Marko Kolanovic, responsabile della ricerca a JP Morgan, in una nota ai clienti dello scorso martedì.

Kolanovic stima che i “discretionary traders” che basano le loro scelte sui fondamentali e sul sentimento del mercato contino solo per il 10% degli scambi sul mercato azionario. Kolanovic attribuisce il calo improvviso dei titoli tecnologici fra venerdì e lunedì al trading automatico via computer e non agli investitori tradizionali.

I grandi marchi della tecnologia hanno avuto ciascuno un calo di più del 3% venerdì scorso e sono scesi ancora lunedì. I titoli tecnologici hanno poi recuperato martedì. Il crollo sarebbe da attribuirsi al cambiamento di strategia dei quanti, o degli algoritmi informatici.

Le strategie basate sui big data, secondo Kolanovic, stanno sempre di più mettendo alla prova l’investimento di tipo tradizionale e saranno un catalizzatore di cambiamenti nei prossimi anni. Secondo altri, a Wall Street non si sta ancora lasciando così tanto spazio alle macchine. Secondo una nota del 28 aprile degli analisti di AllianceBernstein l’intelligenza artificiale non produrrebbe risultati così differenti.

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