JP Morgan: “Con la Brexit via 4mila posti di lavoro”

25 gennaio 2018, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – Quattromila posti di lavoro nel Regno Unito potrebbero essere delocalizzati dopo la Brexit. A lanciare l’avvertimento Jamie Dimon, il CEO di JP Morgan.

Secondo la BBC, Jamie Dimon ha rivisto verso l’alto le sue stime a lungo termine sulla perdita di posti di lavoro nel Regno Unito a causa del fatto che il governo britannico non ha ancora trovato un accordo sulla Brexit vicino agli attuali accordi, aggiungendo che ciò danneggerebbe Londra come hub finanziario.

In vista della votazione sulla Brexit nel giugno 2016, Dimon aveva detto che il Regno Unito avrebbe potuto perdere fino a 4.000 posti di lavoro in caso di uscita dall’Unione Europea, ma in seguito ha rivisto la stima a 500-1.000 unità. Nel corso di un’intervista al World Economic Forum di Davos Damon ha sottolineato:

“Se non riusciamo a trovare un riconoscimento reciproco delle regole ciò porterebbe anche a superare le 4mila unità”.

La Jp Morgan  ha già dichiarato di voler delocalizzare una serie di posti di lavoro a Francoforte, acquistando anche un nuovo edificio per uffici a Dublino per un massimo di 1.000 dipendenti e aveva detto di sentirsi impressionato dal presidente francese Emmanuel Macron.

“Qui c’è un ragazzo di 39 anni che ha formato il proprio partito ed entro un anno ha vinto una maggioranza parlamentare. Ha parlato e risposto alle domande per due ore ed è stato pro- business, pro-capitale, pro-riforma. È un cambiamento scioccante“.

JP Morgan non è l’unica impresa ad ammettere piani di delocalizzazione nel post Brexit, e Goldman Sachs ha dichiarato di voler trasferire posti di lavoro a Francoforte e Parigi nel caso di Brexit. Infine anche la Banca d’Inghilterra ha dichiarato che 75.000 posti di lavoro nel settore dei servizi finanziari potrebbero andare persi in Europa, soprattutto in caso di “no-deal”.

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