JP Morgan: attenti a “eccessi finanziari del mondo ombra”

6 novembre 2017, di Daniele Chicca

Gli asset finanziari maggiormente rischiosi, come i titoli dell’azionario, ma anche del credito, e le materie prime continuano a guadagnare terreno e fare meglio del resto del mercato. Le prospettive di crescita economica stanno salendo negli ultimi due mesi rispetto ai 12 mesi precedenti. Questo ha spinto gli analisti di JP Morgan a definire il contesto attuale un “andamento al rialzo sincronizzato e generalizzato” mosso dall’ottimismo crescente.

Tuttavia la velocità dei rialzi è entusiasmante almeno quanto preoccupante. Gli eccessi finanziari, in particolare del “mondo ombra”, non sottoposto al controllo delle autorità di regolamentazione, sono innegabili e pericolosi: più rapidamente corrono i prezzi, più alta è la felicità dei rialzisti e maggiore è anche il rischio di un “regolamento dei conti”, scrive lo strategist della banca Jan Loeys.

Anche se la fase rialzista attuale di mercato ha ancora spazio per un’ulteriore accelerazione, JP Morgan dice che i suoi clienti dovrebbero iniziare a prendere in considerazione la possibilità di vendere. Premesso che “il feedback negativo generato dal surriscaldamento dell’economia e dei mercati finanziari è ancora minimo e distante, la velocità del rally induce alla cautela”.

Motivo per il quale la banca sta gradualmente riducendo l’esposizione ai titoli high yield, su cui ha una raccomandazione di Neutral al momento. Nel report JP Morgan mette a confronto il surriscaldamento dei prezzi degli attivi finanziari e quello dei fondamentali economici.

“Con le aziende che iniziano a spendere di più, i prezzi sono destinati a salire così come i salari e il costo delle risorse principali. L’aumento del costo del denaro eroderà gli utili e in futuro le spese in conto capitale, rendendo l’economia più vulnerabile”, dice JP Morgan. “La notizia positiva è che finora queste forze negative rimangono relativamente deboli come dimostra l’andamento piatto dei salari negli Stati Uniti.

I rendimenti dei Bond societari sono in calo da inizio anno, il petrolio è in lieve ripresa e solo i prezzi dei metalli industriali sono in deciso progresso, un fattore che da solo non è sufficiente ad aumentare i costi per le imprese. Questo per quanto riguarda il surriscaldamento dell’economia. Quello dei mercati finanziari merita un discorso a parte.

Il balzo dei prezzi degli asset di mercato è già in una fase avanzata e ricorda quanto accaduto alla fine degli Anni 90, secondo l’analista della banca Usa. La situazione va monitorata pertanto con estrema attenzione per rilevare eventuali segnali di bolla.

Secondo le stime di JP Morgan negli Stati Uniti una bolla di mercato potrebbe scoppiare presto, prima di altri paesi. “La nazione su cui concentrarsi per vedere un segnale di rischio di bolla finanziaria sono gli Usa, per via dell’espansione molto più ampia rispetto ad altri grandi paesi. Inoltre gli asset denominati in dollari rappresentano la metà di tutti gli asset mondiali su cui si possono investire soldi”.

A preoccupare più di ogni altra cosa JP Morgan sono i multipli dell’azionario in Usa. Su base GAAP, il rapporto tra le stime sugli utili e i prezzi di Borsa delle società quotate sull’indice S&P 500 ha raggiunto 24, proprio come nel 1997, prima dello scoppio della bolla dot com. I nuovi minimi del ciclo degli spread dei titoli ad alto rendimento (high yield) e più bassi dell’ultimo ciclo quando si adeguano i livelli allineando le scadenze e le variazioni di rating,

Ormai nel contesto attuale i rendimenti dei titoli high yield sotto il 6% non possono essere più definiti high yield. Le famiglie americane hanno in mano nei portafogli di investimento la seconda quota più alta di titoli azionari dopo il 1999-2000. E la fiducia dei cittadini Usa è tornata ai massimi toccati sempre negli Anni 90. Anche il tasso di disoccupazione è tornato ai minimi di allora.

Per adesso i pericoli di bolla finanziaria sono scongiurati, ma va tenuta alta la guardia. L’impatto dell’inflazione dei prezzi degli attivi finanziari e la crescente fiducia degli investitori stanno aumentando le prese di rischio, alimentando la crescita e rafforzando un feedback positivo di mercato che però rischia di alimentare ulteriormente i valori di Borsa. È una situazione instabile, avverte JP Morgan, che potrebbe presto saltare, da un momento all’altro.

“Il motivo per cui monitoriamo da vicino il surriscaldamento delle quotazioni finanziarie … è che gli ultimi cicli hanno mostrato che questo contesto porta a eccessi che alla fine rendono i mercati e l’economia vulnerabili a eventuali ripiegamenti, La volatilità storicamente bassa e il denaro facile in circolazione del ciclo attuale, entrambi storicamente agli estremi, gettano le basi perfette per eccessi finanziari” pericolosi, soprattutto nel cosiddetto mondo ombra.

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