Jefferies: disfatta Bond Cina un assaggio di quanto succederà altrove

29 novembre 2017, di Daniele Chicca

La pioggia di vendite che ha interessato il mercato dei Bond in Cina è un esempio di quello che i trader dell’obbligazionario possono aspettarsi di vedere una volta che l’inflazione tornerà all’improvviso a surriscaldarsi anche negli Stati Uniti e in Europa. Lo ha dichiarato a Bloomberg Sean Darby, chief global strategist della divisione di Hong Kong di Jefferies.

I cali dei Bond della Cina sono stati esacerbati dalle misure di stretta creditizia varate dal governo per arginare i livelli di indebitamento societari e per disarticolare il sistema bancario ombra. Ma Darby ritiene che i rendimenti dei Bond di tutto il mondo potrebbero presto fare la stessa fine, sebbene in modo diverso, non appena la Cina incomincerà ad esportare l’inflazione e le banche centrali mondiali accelereranno i processi di rientro dalle politiche monetarie straordinariamente accomodanti.

La Federal Reserve ha già avviato un percorso di normalizzazione dei tassi di interesse e sta studiando un modo per ridurre il bilancio monstre da 4500 miliardi. Presto anche la Bce seguirà a ruota, mentre la Banca d’Inghilterra ha alzato a novembre di 25 punti base il costo del denaro che si trovava ai minimi storici.

Rispetto al 2016 “la Cina è stata la prima a registrare un’inflazione dei prezzi”, ha osservato Darby in un’intervista concessa da Hong Kong. “In un certo senso è come se l’espansione del quantitative easing da parte della Banca centrale della Cina si fosse invertita, con i rendimenti che iniziano a spingersi in rialzo”.

I tassi dei Bond sovrani della Cina e quello del debito delle amministrazioni locali che godono dei migliori rating si sono portati sui massimi di tre anni la scorsa settimana. Quanto successo in Cina, pertanto, secondo l’analista di Jefferies, potrebbe essere dunque un assaggio di quello che accadrà anche altrove, come per esempio in Occidente.

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