Italo, Montezemolo: “Quando stavamo per chiudere nessuno ha alzato un dito”

9 febbraio 2018, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – “Rischio colonizzazione? Vedo tanta retorica”. Respinge così le accuse all’indomani del sì alla maxi offerta lanciata dal fondo Usa per l’acquisizione di Ntv, ka società che gestisce i treni Italo, il presidente Luca Cordero di Montezemolo che affida al Corriere della Sera il suo sfogo.

“Quando nel 2014 eravamo sul punto di chiudere, di portare i libri in tribunale, nessuno ha alzato un dito, solo Intesa SanPaolo. E anche adesso, quando l’offerta di Global infrastructure è arrivata, non ho visto nessuno presentarsi con ipotesi alternative. Dire che era pronto a rilevare il 40 per cento. Il gruppo Usa rappresenta un grande segnale di ottimismo verso le possibilità del nostro Paese, un atto di fiducia particolarmente importante in momenti come questo”.

Alla domanda sul perchè Ntv abbia scelto proprio la Global Infrastructure, Montezemolo afferma che si trattava di un’offerta prendere o lasciare.

“Io e Cattaneo eravamo fortemente a favore della Borsa, eravamo convinti che conservando il 60% si poteva crescere. Non siamo imprenditori mordi e fuggi, prima di vendere un biglietto a un viaggiatore abbiamo investito per sei anni, dal 2006 al 2012, quando è partito il primo Italo sulla Napoli-Roma. A 1,9 miliardi la ritenevo inadeguata. Poi con il rilancio è diventata irrinunciabile e ci tenevo che ci fosse una decisione unanime, come sempre abbiamo avuto (…) Dopo l’acquisto da parte di General Electric, il Nuovo Pignone è cresciuto di tredici volte. Mi sembra un bell’esempio. Hanno deciso di investire perchè credono nell’Italia. Più di molti altri che lo dicono nei convegnj ma poi non investono un euro”.

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