Italiani in fila al banco dei pegni, oro in cambio di prestiti da usura

28 aprile 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Oro, in cambio di prestiti con tassi da usura. La conferma di come per molti italiani l’allarme rosso non è affatto passato. Impegnare l’oro per un prestito in denaro che permette di avere subito in mano qualche soldo per sopravvivere e pagare le spese minime, bollette di casa, la spesa al supermercato e anche le medicine.

Una fotografia molto triste e reale è quella che dà degli italiani un servizio mandato in onda nel programma televisivo La Gabbia di La7, condotto da GianLuigi Paragone e che racconta una parte di popolazione in lotta ogni giorno per sopravvivere, con uno stipendio o una pensione da fame e che per necessità decidono di vendere l’oro rivolgendosi al banco dei pegni.

“Con mille euro al mese, con la moglie ammalata non si può far molto. Sono gioielli di famiglia costruiti in anni di lavoro (…) Siamo gente disperata qui non chiedi nulla e sono soldi tuoi“.

Questi i commenti delle persone in fila o in uscita dal banco dei pegni, intervistate dal giornalista de La Gabbia. Ma dove sta la fregatura? Il banco dei pegni, come si legge in un sito di una banca è lo “strumento finanziario che si basa sul valore del bene dato in pegno e non sulla valutazione del merito di credito del cliente”.

“Il debitore porta oggetti d’oro, gioielli, diamanti e pietre preziose, orologi d’oro o di marca e viene fatta una perizia di stima allo sportello da un perito estimatore, il quale decide quanti soldi dare, si tiene l’oggetto prezioso e rilascia una polizza che garantisce il proprietario e gli consentirà di riscattare il bene impegnato, presentandola allo sportello”.

Al termine della polizza – in genere dura 6 mesi – il debitore può riconsegnare il denaro preso in prestito insieme agli interessi e riavere il suo oro impegnato, altrimenti la banca procederà a vedere i beni ad un’asta pubblica.

A essere alquanto sospetta, come rivela l’inviata de La Gabbia, è la valutazione che viene fatta dell’oro. Una catenina da 17,80 grammi viene valutata 180 euro, cui vanno aggiunti più 12 di interessi. Almeno al banco dei pegni. Un esperto chiamato in causa dalla troupe televisiva ha invece valutato lo stesso bene quasi il doppio, circa 360 euro.

Un doppio vantaggio per la banca quindi: non solo ci guadagna con gli interessi per il denaro preso in prestito ma qualora il debitore non riesca a rientrare dal suo debito, la banca può rivendere l’oro al doppio di quanto lo ha ottenuto concedendo il prestito.

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