Italia “isolata” rischia di perdere posti chiavi nella Bce

6 settembre 2018, di Mariangela Tessa

La posizione dell’Italia all’interno della Bce rischia di diventare sempre più debole proprio nel momento in cui Roma ne avrebbe più bisogno, con i costi di finanziamento sui mercati finanziari in crescita e le banche nazionali ancora alle prese con gli effetti dell’ultima crisi economica.

“Diverse fonti europee – scrive l’agenzia Reuters – riferiscono di un paese “isolato” mentre a Francoforte si liberano posti chiave e gli investitori si interrogano sulla politica economica del nuovo governo di Roma.

In particolare, la Bce ha iniziato l’iter per sostituire dal prossimo anno Daniele Nouy alla guida della vigilanza unica europea (SSM).

Tra i possibili successori, ci sarebbero due italiani: Andrea Enria, capo dell’Autorità bancaria europea , che ha annunciato la propria candidatura insieme all’irlandese Sharon Donnery, vice governatore della banca centrale dell’Irlanda, e Robert Ophele, capo dell’organo di vigilanza francese sui mercati. In corsa, secondo rumors non confermati, ci sarebbe anche l’attuale membro del consiglio di sorveglianza della Bce, Ignazio Angeloni.

“Le chance di avere in autunno un italiano alla guida della vigilanza bancaria europea vengono considerate molto basse mentre è considerato alto il rischio che l’Italia, dopo il passaggio di testimone di Mario Draghi il prossimo anno, si ritrovi per la prima volta senza propri rappresentanti nel comitato esecutivo Bce” ha confermato una delle fonti sentite all’agenzia Reuters.

Mancare la poltrona dell’SSM sarebbe un duro colpo per Roma che rischia anche di essere esclusa dal comitato esecutivo della Bce quando Draghi conclude il mandato il 31 ottobre del 2019.

 

 

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