Italia in libertà vigilata: “come la Bulgaria, è ingovernabile”

29 maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Italia in ‘libertà vigilata‘, dopo che la Commissione europea chiuderà oggi la procedura per deficit eccessivo aperta dal 2009. L’attesa promozione dei conti pubblici non darà infatti al governo immediata libertà di manovra, perché sarà accompagnata da numerose raccomandazioni sulle riforme ancora da fare e che Bruxelles aspetta da almeno due anni.

La revoca della procedura per deficit consentirà in ogni caso all’Italia un minimo di flessibilità di spesa. Tutta ancora da negoziare con l’Ue.

L’Italia ingovernabile

Fanno discutere, intanto, le parole attribuite dalla Bild al commissario europeo all’Energia, il tedesco Guenther Oettinger, in un discorso pronunciato a Bruxelles davanti ai rappresentanti della Camera di Commercio tedesco-belga-lussemburghese: l’Italia è diventata un Paese “quasi ingovernabile” come la Romania e la Bulgaria

L’edificio europeo ha bisogno urgente di una “ristrutturazione”, ha affermato il commissario Ue, “a preoccuparmi sono Paesi diventati di fatto quasi ingovernabili come Bulgaria, Romania e Italia”. Oettinger, dirigente Cdu, ha lamentato il fatto che “troppi in Europa continuano a credere che tutto finirà bene”.

A suo avviso, Bruxelles “non si e’ ancora resa abbastanza conto di quanto sia brutta la situazione” e l’Europa invece di lottare contro la crisi economica e del debito, celebra “il buonismo” e si comporta nei confronti del resto del mondo come una maestrina, quasi un “istituto di rieducazione”.

Duri i giudizi di Oettinger anche su altri Stati membri: in Gran Bretagna il premier David Cameron governa con “gli incredibili peones del suo Tea Party inglese” mentre la Francia appare un Paese “per nulla preparato a ciò che è necessario”, poiché Parigi ha bisogno di un piano di riforme come quello dell’Agenda 2010 attuato in Germania nel 2003 da Gerhard Schroeder.

Il commissario non risparmia nemmeno il suo Paese, quando afferma che “la Germania si trova al massimo della sua potenza economica, ma non potrà diventare ancora più forte”, poiché Berlino pone politicamente all’ordine del giorno false priorità come “le quote rosa, il salario minimo ed il suo ‘no’ al fracking”. In questo modo si rischia di perdere “una parte di ciò che si è ottenuto negli ultimi anni in fatto di competitività”. (Rainews)

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