Italia ancora nel mirino: spread Bonos-Btp ai massimi dal 2011

17 agosto 2018, di Mariangela Tessa

La speculazione finanziaria che ha preso di mira l’Italia dall’insediamento del nuovo governo trova conferma non solo nei livelli raggiunti dallo spread tra Btp e Bund tedeschi, ma anche nel differenziale tra Bonos e i BTp.

Come ricorda un articolo del Sole 24 Ore

Il differenziale  tra i Bonos e i BTp prima dell’insediamento dell’esecutivo sovranista era intorno ai 50 punti, ha toccato quota 172 punti. Non si vedevano livelli simili dal 2011 quando la speculazione contro l’Italia portò alla caduta del governo Berlusconi”.

Continua l’articolo:

“il livello di rischiosità che il mercato oggi assegna al nostro Paese non è neppure lontanamente paragonabile, non solo a quello della Spagna, ma neppure a quello del Portogallo. Un Paese che, a differenza dell’Italia, ha subito il commissariamento della Troika in seguito al salvataggio del 2010″.

Non solo.

“Sia la Spagna sia il Portogallo possono ancora vantare rendimenti negativi sui titoli di Stato fino alla scadenza triennale. Privilegio che l’Italia ha perso da quando, a partire da maggio, il mercato ha iniziato a speculare contro l’Italia temendo gli effetti sui conti pubblici delle ricette di politica economica dell’esecutivo sovranista”.

In un contesto che resta tutt’altro che favorevole, a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato ieri il consigliere economico della Lega Borghi che, in un’intervista rilasciata al Foglio ha dichiarato di augurarsi che la moneta unica europea “salti per aria”.

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