Irlanda, si apre crisi di governo: conseguenze sulla Brexit

24 novembre 2017, di Livia Liberatore

L’Irlanda rischia una crisi di governo dopo che il principale partito di opposizione ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti della vice Primo ministro. Frances Fitzgerald, vice del capo del governo Leo Varadkar, è coinvolta in uno scandalo perché accusata di non aver difeso un informatore che denunciava la corruzione delle forze di polizia irlandesi nel 2015 quando era ministro della Giustizia.

La mozione di sfiducia sarà discussa martedì, a meno che Fitzgerald non si dimetta, e i numeri andrebbero a sfavore del governo che si regge anche sull’appoggio esterno di Fianna Fail, il partito che ha presentato la sfiducia. Il Paese si troverebbe in questo caso di fronte a elezioni anticipate.

Le difficoltà del governo irlandese potrebbero avere un impatto anche sulla Brexit. Il capo negoziatore per l’Unione europea Michel Barnier ha subito espresso una forte solidarietà con l’Irlanda e affermato che l’Unione europea difenderà la posizione di Dublino nei colloqui con il Regno Unito nelle prossime settimane, perché “le questioni irlandesi sono questioni europee”.

Nel Consiglio europeo in programma il 14 e 15 dicembre, si deciderà se i colloqui con il Regno Unito abbiano fatto abbastanza progressi da poter passare alla fase successiva delle trattative, quella che regolerà il post Brexit e i rapporti commerciali del Paese con l’Ue. L’Irlanda vorrebbe che l’Unione europea bloccasse l’avanzamento del negoziato se il Regno Unito non specificherà come sarà possibile mantenere la frontiera fra Irlanda e Irlanda del nord libera da dogane e da altre barriere dopo la Brexit.

Questo confine diventerebbe dopo Brexit l’unica frontiera terrestre del Regno Unito con l’Unione europea. Eventuali ostacoli alla circolazione di persone o merci potrebbero avere implicazioni gravi per le economie di entrambe le parti e per il processo di pace nell’Irlanda del nord.

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