Iran in piazza: morti e arresti. Regime: “Sedizione sconfitta”

4 gennaio 2018, di Alessandra Caparello

Oltre 20 morti e circa 600 arresti è il primo bilancio di sette giorni di proteste in Iran da parte dei cittadini che si sono riversati nelle piazze per chiedere migliori condizioni economiche, protestando anche contro l’aumento dei prezzi e la crescente disoccupazione.

Un’insoddisfazione e un malcontento popolare contro una classe politica che ha disposto misure di austerity sono sfociate nelle proteste scoppiate in maniera più virulenta il 28 dicembre a Mashhad, nel Nord-Est del Paese. Con il passare dei giorni però le manifestazioni si sono indirizzate contro il presidente iraniano Hassan Rohani.

Abbasso il carovita, Abbasso Rohani, Abbasso il dittatore sono alcuni degli slogan gridati nelle piazze, a cui si aggiungono Fuori dalla Siria, pensate a noi o No Gaza no Libano, io dedico la mia vita all’Iran. Insomma proteste diffuse tanto che il vicepresidente Ishaq Jahangiri che ha fatto appello ai cittadini a non dare retta a sospetti inviti a manifestare che con il pretesto dei problemi economici vogliono solo danneggiare il governo.

“Sostegno e rispetto per il popolo iraniano, promettendo un grande sostegno dagli Stati Uniti al momento appropriato”.

Così da Twitter il presidente Usa Donald Trump mentre Rohgani al telefono con Erdogan ha affermato che le autorità iraniane non rimarranno in silenzio davanti alla violenza e agli atti illegali.

In Iran le persone sono libere di esprimere le loro critiche e di protestare nel rispetto della legge. Senza dubbio la sicurezza e la pace del popolo per noi sono importanti e per questo motivo non rimarremo in silenzio davanti alla violenza e agli atti illegali.

Subito dopo queste prese di posizioni però è arrivato l’annuncio ufficiale della fine della sedizione, come ha sostenuto il capo dei Pasdaran, le Guardie della Rivoluzione, il generale Mohammad Ali Jafar.

“Oggi possiamo annunciare la fine della sedizione (…) un massimo di 1.500 persone in ciascuno dei luoghi, e a livello nazionale non hanno superato la soglia dei 15mila. Un largo numero di questi, che ha ricevuto un addestramento da controrivoluzionari, sono stati arrestati e ci sarà un’azione molto ferma contro di loro”.

 

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