INVESTIMENTI: DIVERSIFICATI ANCHE NEL 2001

19 dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il 2000 sara’ ricordato come un anno negativo per il mercato azionario, ma se si lasciano da parte i titoli di tecnologia, Internet e telecomunicazione, si scopre che le valutazioni sono cresciute, anche se modestamente. Questa l’opinione di Jersey Gilbert, editorialista del gruppo Dow Jones che comprende l’agenzia di stampa e il Wall Street Journal.

Le societa’ legate alla sanita’ sono aumentate mediamente del 40%, quelle assicurative del 23,1%, quelle elettriche del 26,2%; i titoli energetici hanno guadagnato il 37,4% e l’areospaziale il 20,2%.

E’ quindi il caso di dire che la vecchia strategia della diversificazione avrebbe potuto salvare quest’anno parecchi portafogli. Certo la distribuzione degli investimenti attraverso settori pressoche’ immobili non e’ attraente, ma nel medio e lungo termine ha i suoi vantaggi.

Con il rallentamento dell’economia, l’anno prossimo si preannuncia pero’, secondo Gilbert, particolarmente difficile anche per i settori della vecchia economia. I titoli non tecnologici sono infatti mediamente in aumento del 3,5% per l’anno, ma anche le societa’ piu’ solide quali Maytag (MYG), Whirlpool (WHR) e Black & Decker (BDK) si sono recentemente aggiunte alla lista di “profit warning” che ha scosso il mercato.

Non sono poi solo i consumatori a ridurre le spese; anche le aziende hanno iniziato a tagliare i costi promozionali.

Alcuni settori sono piu’ adatti di altri alla diversificazione nel generale rallentamento economico e l’anno prossimo potrebbe essere il momento delle societa’ che generano elettricita’, quali Southern (SO) e CMS Energy (CMS) e di quelle energetiche nella ricerca e distribuzione del gas naturale quali Nabors Industries (NBR), Patterson Energy (PTEN) e Grey Wolf (GW).

Del resto il consumo di elettricita’ e’ relativamente stabile anche in periodi di quasi recessione e la domanda di gas naturale e’ cresciuta negli ultimi anni. Durante la recessione asiatica del 1997-98 in numero di nuovi siti in Nord America e’ stato ridotto della meta’ e oggi non ancora tutti i pozzi sono tornati ad essere operativi. La richiesta, conclude Gilbert, dovrebbe rimanere alta per parecchi anni.

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