Intesa Sanpaolo taglia personale dopo soccorso a banche venete

13 ottobre 2017, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Ha salvato le banche venete sull’orlo del crac Intesa SanPaolo  acquistandole alla cifra simbolica di 1 euro ma a pagare i sacrifici maggiori è ora il personale.

Nella serata di ieri il gruppo bancario più grande d’Italia, guidato da Carlo Messina ha reso noto di aver trovato l’intesa con i sindacati per il taglio di ulteriori 3mila posti di lavoro, esuberi emersi a seguito dell’acquisizione di Veneto banca e di Popolare Vicenza. Le uscite avverranno con adesione volontaria al fondo di solidarietà di settore e riguardano il personale dipendente di tutte le società del Gruppo Intesa Sanpaolo al 25 giugno 2017. Come chiarisce la Cisl in una nota:

“Le uscite programmate avverranno con adesione volontaria a un fondo di solidarietà, e saranno valide per tutto il personale del gruppo. Chi maturerà i requisiti per la pensione entro il 31 dicembre 2023 potrà aderire al piano già dal 13 novembre di quest’anno. E’ una tappa importante e positiva del processo di integrazione delle ex banche venete. La quota di 3.000 uscite volontarie dovrebbe essere raggiunta considerando che l’offerta viene proposta a una platea di oltre 8.000 lavoratori potenzialmente interessati”.

L’accordo prevede che qualora arrivassero domande superiori alle disponibilità verrà data precedenza sulla base dei requisiti previsti dalla legge 104, per poi passare al criterio della prossimità alla pensione. A parità di condizioni verrà considerata la maggiore età del lavoratore. Questi 3mila esuberi si aggiungono agli altri 1000  pianificati all’interno delle banche venete, senza dimenticare le 243 le filiali delle ex Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza che saranno accorpate contestualmente alla migrazione verso Intesa Sanpaolo. A queste 243 filiali se ne potrebbero tuttavia aggiungere ulteriori 50 per le quali Ca’ de Sass ha in corso un’ulteriore valutazione.

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