Intesa SanPaolo cede quota in Bankitalia. Messina risponde su Generali

3 febbraio 2017, di Laura Naka Antonelli

Dossier Intesa SanPaolo-Generali, a che punto è il nuovo risiko bancario-assicurativo in Italia? Nella conference call sui risultati di bilancio del 2016, Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa SanPaolo, non si sbilancia più di tanto, ribadendo la necessità di valutare attentamente eventuali combinazioni industriali con il Leone di Trieste: senza alcuna fretta.

Intesa SanPaolo sotto i riflettori non solo per il bilancio del 2016 ma anche per la decisione di voler smobilizzare parte della quota detenuta in Bankitalia “entro la soglia del 3%”. Il cda ha deliberato proprio oggi la cessione “al valore nominale, coincidente con il valore di carico” di una quota che rappresenta il 4,88% circa del capitale di Bankitalia, per un controvalore di circa 366 milioni di euro.

La finalizzazione dell’operazione implicherà che la partecipazione detenuta dall’istituto nel capitale sociale della Banca d’Italia “scenderà al 27,81%”.

Ad acquistare sono: Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo, Fondo Pensione a contribuzione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo, Cassa di Previdenza Integrativa per il Personale Istituto San Paolo Torino, Fondo Pensione Complementare per il Personale del Banco di Napoli, Fondo Pensioni per il Personale Cariplo, Fondo di Previdenza Cr Firenze.

L’obiettivo è arrivare a una quota, per l’appunto, entro la soglia del 3%, da detenere esclusivamente attraverso Intesa Sanpaolo Vita ai fini di investimento e Banca IMI ai fini di market making.

Nel comunicato si legge che la cessione delle quote è:

“coerente con le previsioni di legge riguardanti le quote eccedenti la soglia regolamentare del 3% introdotta dal D.Lgs. n. 133 del 30 novembre 2013 convertito nella legge n. 5 del 29 gennaio 2014, in cui è stabilito in particolare che – a decorrere dal 31 dicembre 2016 – alle quote possedute in eccesso (direttamente e indirettamente) rispetto a tale soglia non potranno essere distribuiti i relativi dividendi”. La cessione deliberata oggi “avverrà alle medesime condizioni applicate in occasione delle cessioni realizzate nei mesi scorsi con controparti terze non correlate. A supporto dell’intero processo deliberativo è stato previsto e ottenuto il rilascio di una perizia di cui è stato incaricato il Prof. Angelo Provasoli, che ha confermato la congruità del prezzo applicato”.

AD Messina su Generali: azionisti sono mia priorità

“Per quanto riguarda Assicurazioni Generali attualmente siamo solo nella seconda fase della nostra analisi. Stiamo ancora valutando se possibili combinazioni industriali potenziali che possano coinvolgere Generali ben si adattino alle priorità strategiche incluse nel nostro piano”. In ogni caso, ci “prenderemo tutto il tempo necessario nell’arco di questa fase per eseguire una valutazione completa e solida (..) Una volta terminata tale valutazione saremo in grado di verificare se questa opzione industriale meriti effettivamente di entrare nella terza fase dell’analisi: ossia sviluppare la struttura effettiva di una possibile transazione. Che in ogni caso è soggetta ai vincoli che abbiamo fissato in termini di adeguatezza patrimoniale e di distribuzione di valore a favore dei miei azionisti, che rappresentano la mia priorità fondamentale”. Insomma Messina precisa che Intesa SanPaolo deve valutare se una potenziale fusione o acquisizione di Generali si adatti al perseguimento di quelle che sono le priorità del piano, che “fissano gli obiettivi primari industriali in termini di crescita nelle aree del risparmio gestito, del private banking e delle assicurazioni, in sinergia con la nostra rete e con un focus internazionale su quei Paesi che godono di un rating tripla o doppia ‘A'”.

La priorità sono gli azionisti di Intesa SanPaolo. Anche per questo, Messina afferma che, anche nel caso in cui l’istituto dovesse impegnarsi in operazioni di M&A (merger & acquisition, ovvero fusioni e acquisizioni), gli azionisti saranno remunerati in base ai piani stand-alone, con “dividendi elevati e sostenibili”

“Anche in caso di qualunque tipo di fusione o acquisizione, i nostri azionisti nel 2017 avranno un dividendo per azione che sarà perlomeno equivalente all’obiettivo stand-alone, pari a 3,4 miliardi di euro in termini di pay-out. E, a tendere, un dividendo per azione in linea con la priorità stand-alone in termini di remunerazione degli azionisti con dividendi elevati e sostenibili”

Messina parla degli importanti obiettivi raggiunti dalla banca:

“Siamo protagonisti dello scenario europeo con prospettive di crescita che potremo cogliere a condizione di mantenere inalterata la nostra capacità di remunerare i soci in maniera significativa e la nostra forza patrimoniale, che resta un fattore competitivo di importanza cruciale. Intesa Sanpaolo compie 10 anni in questi giorni: sono stati anni segnati da una lunga crisi che abbiamo attraversato confermandoci come una banca leader in Europa in termini di valore di mercato, redditività, solidità, capacità di attrarre i principali investitori internazionali, innovazione nella governance”.

Riferimento a come l’istituto sia riuscito a contribuire all’accelerazione dell’economia italiana:

“La nostra banca rappresenta l’acceleratore dell’economia reale in Italia: nel 2016 il credito a medio lungo termine erogato è stato pari a 48 miliardi: il circa l`80% in più rispetto al 2014. Negli ultimi 3 anni abbiamo consentito a circa 53.000 aziende in difficoltà di intraprendere il loro risanamento con un effetto pari a 3 miliardi di crediti deteriorati riportati in bonis”. Confermato l’impegno per quest’anno: “Dare un forte sostegno a famiglie e imprese: questo è il nostro ruolo e vogliamo continuare a giocarlo anche nel 2017″

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