Intesa, “Messina avrà da fare per riconquistare fiducia mercato”

13 febbraio 2017, di Alberto Battaglia

Dopo la punizione del mercato sul titolo Intesa, sul cui sfondo si staglia la possibilità di un’acquisizione delle assicurazioni Generali, ci vorrà “un duro lavoro” da parte dei manager della banca per “riguadagnare la fiducia degli investitori”. Questa è la visione del columnist di Bloomberg, Lionel Laurant, su queste settimane di indiscrezioni durante le quali il titolo Intesa ha ceduto l’11% del valore, mentre quello di Generali è cresciuto del 3%. Anche se quello diretto da Carlo Messina è uno dei pochi istituti italiani che possa dirsi “forte e redditivo”, scrive Laurant, il possibile deal con Generali sembra “discutibile”, che si materializzi o no.

Secondo un’analisi di Barclays citata dal commentatore l’affare, anche se completato nelle migliori condizioni possibili per Intesa, ne intaccherebbe comqunque la solidità patrimoniale. Nel dettaglio, anche acquistando le quote di Generali senza alcun premio (eventualità improbabile) e anche vendendo in seguito diverse attività all’estero, il core capital ratio della banca italiana passerebbe dal 12,9 al 12,1%. Giunta a questo punto l’analisi di Bloomberg evoca l’interrogativo:

“…Intesa sta già facendo fatica per rispettare le promesse sui dividendi senza dover vendere asset. Acquisire una compagnia di assicurazioni ed erodere il suo capitale come potrebbe rendere questo più semplice?”

La presunta importanza strategica del deal viene messa apertamente in dubbio: il modello banca-assicurazione, ricorda Laurant, ha fallito “ripetutamente in passato”. Per questo, ipotizza l’editoriale, è possibile che questo affare economicamente poco saggio sia dovuto a influenze politiche:

“Questa è l’Italia, ove politica e affari, si mescolano abitualmente. Forse Messina stesso è sotto pressione per far sì che questo deal si faccia”.

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