INTERNET: FONDO PREVEDE CORREZIONE DEL 30-50%

16 dicembre 1999, di Redazione Wall Street Italia

Alberto Vilar, portfolio manager di Amerindo Technology Fund (ATCHX) prevede una correzione del mercato concentrata sui titoli internet del 30-50% per l’inizio dell’anno 2000. Ma non sembra proccuparsene.

Vilar crede infatti che l’internet continuera’ a cambiare l’economia combinando le forze di tecnologia, telecomunicazioni e commercio e che, nei prossimi cinque anni, verra’ creata dall’economia del web una nuova ricchezza dell’ordine di 2-3 trilioni di dollari (1 trilione corrisponde a 1.000 miliardi di dollari). Di questa cifra, al momento, e’ stato sviluppato dall’economia reale solo un 15-20%, pertanto una correzione, anche se delle dimensioni stratosferiche, non dovrebbe preoccupare.

Cio’ e’ vero pero’ solo con uno sguardo al lungo periodo. Altrimenti sembra che le nuvole si stiano gia’ addensando sui titoli internet e che una tempesta quasi catastrofica si scatenera’, quasi sicuramente entro i prossimi sei mesi.

Per il momento il calendario delle Ipo (offerte pubbliche d’acquisto) e’ cosi’ fitto che il mercato dovrebbe rimanere euforico ancora un po’, se il problema del ”millennium bug” non andra’ a rovinare la festa. Ma un calo e’ sicuramente dietro l’angolo.

Vilar aveva preannunciato il calo dei titoli internet avvenuto lo scorso aprile e il suo fondo, classificato tra il primi 3 fondi tecnologici, ha registrato profitti del 238% negli ultimi dodici mesi, quindi la sua reputazione e’ ben fondata.

Secondo Mornigstar, la societa’ di rating dei fondi comuni, il tempismo di Vilar e’ eccellente. Dopo aver perso circa il 2% nel periodo compreso tra maggio e luglio, Amerindo e’ tornato ad investire nei titoli internet all’inizio del terzo trimestre, proprio quando il settore ha registrato un forte balzo in avanti.

Vilar ha costruito il suo fondo su blue chips del web quali Yahoo! (YHOO), Amazon.com (AMZN) e eBay (EBAY), ma la sua strategia sta cambiando allontanandosi dalle societa’ cosidette ”business-to-consumer” in favore di quelle ”business-to-business” dove dovrebbe generarsi l’80% del profitto. Sono finiti, secondo Vilar, i tempi in cui l’investitore era in grado di scegliere titoli internet basandosi sulla propria esperienza online.

Tra le societa’ ”business-to-business” che il fondo Amerindo intende aggiungere al suo portafoglio ci sono CMGI (CMGI), Ask Jeeves Incorporated (ASKJ), Akamai Technologies (AKAM) e InterNap Network Services (INAP), mentre gia’ sono comprese in portafoglio Chemdex(CMDX), Inktomi (INKT), Broadcom (BRCM), FreeMarkets (FMKT), Critical Path Incorporated (CPTH) e Ariba (ARBA).

Quest’ultima, un’azienda produttrice di software per e-commerce, e una delle prime tre di portafoglio, viene scambiata al di sopra dei 200 dollari, ma Vilar e’ convinto che il titolo guadagnera’ 10 volte tanto.

Amerindo non intende pero’ liquidare i titoli ”piu’ commerciali” quali eBay (EBAY), il leader delle aste online e homestore.com (HOMS), societa’ immobiliare via internet. Anzi, Vilar suggerisce di tenere ben salde questo tipo di azioni dove prevede ancora grossi profitti. ”Tutti mi chiedono quale sara’ il prossimo Yahoo!”, dice Vilar. E conclude: ”Yahoo! e’ il prossimo Yahoo!”.

Investire in titoli Internet non e’ pero’ cosi’ semplice. Il fondo Amerindo, sebbene suggerito da Mornigstar per serieta’ dei suoi gestori e per la loro provata performance, presenta alcuni elementi che dovrebbero suggerire cautela.

La sua deviazione a tre anni (una misura della volatilita’) a 94 punti e’ quasi quattro volte rispetto a quella dell’indice S&P 500; il ricambio di titoli, a 234% nei primi sei mesi dell’anno, e’ molto elevato, le spese del fondo raggiungono il 2,25% rispetto alla media dell’1,76% dei fondi tecnologici e gli investitori che cercano di uscire da Amerindo dopo meno di un anno sono penalizzati con una tassa del 2%. Detto questo: quali altri fondi possono vantare performance del 238% in dodici mesi?

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