Intercettazioni: il governo approva il nuovo piano

3 novembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Via libera del governo al nuovo piano ideato dal ministro della giustizia Andrea Orlando sulle intercettazioni telefoniche con l’obiettivo di disciplinare una volta per tutte l’uso di tale strumento investigativo evitando che le conversazioni non rilevanti finiscano agli atti del processo e poi sui giornali.

Il decreto legislativo proposto dal Guardasigilli e approvato dal Consiglio dei ministri introduce nel codice penale il delitto di diffusione di riprese e registrazioni di comunicazioni fraudolente, punendo con il carcere fino a quattro anni chi partecipa a incontri o conversazioni riservate con la persona offesa, ne raccolga senza il consenso il contenuto con microfoni o telecamere nascoste al fine di diffonderlo per recare danno alla reputazione della vittima. Non è punito invece chi registra senza consenso e utilizzi la conversione durante il processo come esercizio del diritto di difesa o nell’ambito del diritto di cronaca.

Inoltre il decreto vieta la trascrizione, anche sommaria, delle comunicazioni o delle conversazioni considerate irrilevanti per le indagini e di quelle che hanno a che fare con dati personali sensibili. Ciò significa che il pubblico ministero non potrà più copiare integralmente i testi delle telefonate e invece dovrà verificare l’irrilevanza delle comunicazioni intercettate o chiederne la trascrizione, motivandola, nel caso ne riconosca la rilevanza diventando dunque il garante della riservatezza della documentazione.

E non solo, il giudice che dovrà custodire in un archivio riservato il materiale intercettato irrilevante e inutilizzabile, che i difensori o il giudice potranno vedere o ascoltare, ma mai copiare al fine di impedirne la diffusione.

Nel decreto si stabilisce che  i colloqui tra un avvocato e il suo assistito non possano essere riportati nemmeno nei verbali della polizia. Infine è regolamentato anche l’uso del trojan, cioè dei virus che vengono installati nei cellulari, nei tablet e nei computer al fine dell’intercettazione in ambito domiciliare soltanto se si procede per delitti di criminalità organizzata o terrorismo.

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