INFLAZIONE E RETAIL SPINGONO GIU’ WALL STREET

2 novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Aprono in territorio negativo gli indici americani, a causa dei deludenti dati macro, e di alcune notizie societarie poco incoraggianti. Il Dow Jones ([[INDU]]) cede lo 0.16% a 12011, l’S&P500 lo 0.25% a 1364, il Nasdaq e’ in ribasso dello 0.39% a 2325.

Nel terzo trimestre il dato preliminare sulla produttività non ha segnato alcuna variazione, attestandosi ad un livello nettamente inferiore a quello atteso dagli analisti, pari ad un progresso dell’1.1%. In più, ad incrementare le preoccupazioni degli operatori, è l’inattesa accelerazione delle pressioni inflazionistiche, noto nemico della Fed. Nel comparto del lavoro, notizie negative sul numero delle richieste di sussidio da parte dei senza lavoro, cresciuto ai massimi livelli di 16 settimane.

Dopo l’apertura maggiori dettagli saranno disponibili sul comparto manifatturiero con i numeri relativi agli ordini alle fabbriche. E domani l’attenzione sara’ rivolta all’importantissimo rapporto occupazionale.

Non giovano alle contrattazioni neanche gli aggiornamenti giunti dal comparto retail, relativi alle vendite comparate di ottobre. Alcune big, come Target ([[TGT]]) e Costco ([[COST]]), non hanno rispettato le attese degli analisti, e il colosso Wal-Mart ([[WMT]]) ha emesso un outlook deludente per il mese appena iniziato.

Note negative anche dal settore tecnologico, trainato al ribasso dal calo di Intel ([[INTC]]), che accusa il downgrade emesso dagli analisti di Merrill Lynch, che ha citato un rallentamento della domanda per le schede madri.

Intanto, continuano a tener banco le operazioni di merger & acquisition. Una societa’ britannica, Smith & Nephew ([[SNN]]), ha annunciato di essere in trattative con la rivale americana Biomet ([[BMET]]), societa’ sviluppatrice di apparecchiature mediche, nel tentativo di ridurre il gap concorrenziale nei confronti di Johnson&Johnson ([[JNJ]]), Stryker ([[SYK]]) e Zimmer Holdings ([[ZMH]]), per citarne alcune.

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Sugli altri mercati, il petrolio (futures con scadenza dicembre) cede 63 centesimi a $58.08 al barile. Sul valutario, stabile l’euro nei confronti del dollaro a 1.2766. L’oro arretra di 80 cnetesimi a $618.50 l’oncia. In lieve ribasso i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni è salito al 4.5840%.

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